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[Video] Cristina Tajani Assessore Lavoro Milano al Coworking Camp: “Se il coworking racconta una città migliore” (intervento al CowoCamp 2014).

CowoCamp2014 si è svolto a Milano il 28 giugno al Camplus Living Rubattino di via Caduti di Marcinelle 2 (zona Lambrate – Rubattino).

Quest’anno abbiamo parlato di comunicazione, o se preferite di storytelling, il tema del CowoCamp è stato proprio Coworking e comunicazione: il racconto dell’esperienza e l’esperienza del racconto.

Una delle relazioni più interessanti è stata quella di Cristina Tajani Assessore Lavoro Milano, che ci ha raccontato come il coworking rende Milano una città migliore.

Ancora grazie all’Assessore Tajani per questa importante testimonianza, ben raccontata nel video pubblicato qui sopra.

Per vedere tutti gli interventi del 5° CowoCamp nazionale, clicca qui.

A Grugliasco (Torino) il Comune offre sostegno al coworking e alle nuove imprese: Perturbazioni Giovanili 3.0.

cloudgrugliasco

Le istituzioni si stanno progressivamente accorgendo di come sta cambiando il mondo del lavoro e del ruolo che ha il coworking, e iniziano a mettere in atto misure per sostenerlo.

Dopo le buone pratiche di Milano e Lucca, un buon esempio arriva dall’Assessorato alle Politiche Giovanili della città di Grugliasco, all’interno delle azioni finanziate dal Piano Locale Giovani provinciale.

L’assessorato promuove “PERTURBAZIONI GIOVANILI 3.0 – siete nativi o creativi digitali?“, un piano di misure finalizzato a sostenere le nuove professionalità e le forme di lavoro che stanno  emergendo.

Perturbazioni giovanili 3.0 è suddiviso in 2 misure:

  • la prima è rivolta a chi fornisce i servizi di coworking e mira alla costituzione di un elenco qualificato. La scadenza per l’adesione è il 29 novembre.
  • la seconda è rivolta a giovani o ad imprese costituite da giovani tra i 18 e i 35 anni, di Grugliasco e Collegno,  che intendano realizzare un progetto di impresa e che siano interessati alla sinergia che può avvenire lavorando a contatto con altre persone che condividono la filosofia del networking e della contaminazione. I giovani interessati possono accedere ad un contributo economico per l’utilizzo di uno degli spazi di coworking accreditati, fino ad un massimo di € 1.500 annui. La scadenza è il 29 dicembre.
Qui trovate il link al bando e alla modulistica da compilare.

Comunicare il coworking: le buone pratiche del Comune di Milano. La presentazione al CowoCamp13.

Una Pubblica Amministrazione può avere un ruolo cruciale nel promuovere e favorire le forme di lavoro flessibili che oggi stanno diventando comuni per imprese e professionisti, non solo creando occasioni per i professionisti e le imprese, ma anche promuovendo le iniziative esistenti.

Cristina Tajani, assessore al Lavoro, su Twitter

Il Comune di Milano si sta mostrando molto sensibile a questi temi e in particolare a quello del coworking: siamo stati quindi molto contenti di avere ospite al nostro Cowocamp13 anche una rappresentante dell’amministrazione, Giuseppina Corvino, che ha raccontato come il Comune si sia interrogato su come sostenere il coworking a Milano e su quali progetti abbia in corso.

Tra le attività in progress vi sono, ad esempio, la concessione di finanziamenti e spazi del Comune a costi agevolati. Ma uno degli obiettivi del Comune era creare soluzioni innovative superando l’eccessiva burocrazia, spesso percepita come un ostacolo per i cittadini che vogliano dialogare con l’Amministrazione.

E una prima iniziativa è arrivata: i voucher da 1500 euro per i coworker che utilizzino gli spazi di coworking mappati dalla Camera di Commercio (si può presentare domanda per i voucher in qualsiasi momento), un incentivo per promuovere l’utilizzo di una pratica innovativa.

Ma il Comune di Milano sta facendo anche un lavoro significativo nel comunicare questi progetti, a partire dall’assessore Cristina Tajani, che spesso parla di coworking e prende parte a iniziative per dialogare con chi opera sul territorio.

Inoltre, vediamo che sperimentano volentieri nuove forme di comunicazione – basti vedere il video di presentazione degli spazi di coworking a Milano, che abbiamo segnalato ieri.

Non male per una “burocraticissima” Pubblica Amministrazione, no?

Incentivi economici al Coworking in provincia di Lucca: la presentazione dell’Assessore Maineri al CowoCamp13.

Ha suscitato grande interesse l’iniziativa della Provincia di Lucca di stanziare 18.000 euro di incentivi per l’apertura di tre spazi di coworking, da parte di team di lavoro femminili.Federica Maineri e gli incentivi economici al Coworking in provincia di Lucca

L’assessore alle politiche sociali, giovanili e di genere; al volontariato, cooperazione sociale e internazionale Federica Maineri è stata così cortese da accettare il nostro invito al CowoCamp13.

Sono sempre di più e sempre più interessanti le iniziative di incentivi economici e non da parte delle amminitrazioni pubbliche verso il  Coworking.

Riteniamo che questo sia un segnale molto importante da parte di chi gestisce il territorio nei vari Comuni, Provincie e Regioni italiane, significa che i valori del Coworking sono sempre più recepiti e apprezzati, anche a livello istituzionale.

Presentiamo qui il video della presentazione che ha tenuto l’assessore Maineri sugli incentivi economici al Coworking in provincia di Lucca al CowoCamp organizzato da Cowo®.

(Nel frattempo, abbiamo saputo che sono pervenute diverse richieste nei termini previsti, quindi speriamo di avere presto belle notizia sul Coworking in provincia di Lucca!)

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Come farà la Regione Toscana a distinguere il coworking dalla fuffa?

Regione Toscana e GiovaniSì all'incontro sugli incentivi al Co-Working

Giorni fa abbiamo partecipato a un incontro in Regione Toscana, gentilmente invitati da GiovaniSì.

L’obiettivo del pomeriggio di lavoro – cui partecipavano Comune di Milano, Cowo Firenze/Combo, Multiverso, Tag Pisa e diverse altri progetti di coworking a vari livelli di sviluppo – era capire quali leve attivare per aiutare il coworking.

Aiutare il coworking = Creare incentivi economici.

Il dirigente della Regione, animato da  voglia di capire e desiderio di usare bene i soldi dei contribuenti, ha posto sul tavolo la questione dei “criteri” per qualificare uno spazio di coworking.

Ammettiamo che noi facciamo gli incentivi al coworking. Ammettiamo che gli hotel mezzi vuoti facciano domanda, che mettano a disposizione sale riunioni e scrivanie e wifi, che gli dico io a questi? So’ o non so’ coworking?”

La discussione ha infiammato il tavolo: da una parte il Comune di Milano faceva notare come – non facendo arrivare i soldi agli spazi ma ai coworker, con l’ormai noto sistema dei voucher + registro coworking accreditati – eventuali realtà interessate solo al vil denaro perderebbero in fretta interesse, una volta compreso che nessun incentivo economico arriverebbe direttamente a loro.

Rappresentanti di associazioni facevano presente il punto di vista di chi – pur non essendo iscritto alla Camera di Commercio – ritiene di aver comunque diritto a un aiuto.

Altri si ponevano il tema dell’assessorato competente: politiche sociali o sviluppo economico?

Titolari di spazi di coworking già attivi reclamavano giustamente il riconoscimento di mesi e anni di lavoro sul territorio, senza alcun aiuto né riconoscimento, tolto quello di… essere invitati a un tavolo ufficiale ;-)

Alla proposta di Cowo di

selezionare chi può dimostrare di aver svolto attività di coworking + networking online e offline per almeno 6 mesi

è stato risposto che

La Regione non può “valutare”, servono criteri precisi ed oggettivi.

Criteri precisi ed oggettivi: da quando in qua una community può essere oggetto di criteri precisi ed oggettivi?

La questione non è per nulla semplice e avvicina un orrendo quesito, che contraddistingue le sedi di discussione sul coworking più arretrate e disinformate, in quanto se ne parla ormai ovunque – e inutilmente – da anni:

Cos’è il coworking?

Per quanto ci riguarda, abbiamo fissato da tempo la risposta di Cowo nei 10 punti del nostro manifesto, che riportiamo qui sotto, ma capiamo bene che – per la Regione Toscana e tutti quelli che come lei non possono/vogliono valutare – la questione è spinosa.

Speriamo che la ricerca di criteri precisi ed oggettivi non finisca per escludere chi – in base a criteri del tutto arbitrari, personali, intuitivi, visionari e innovativi – ha inventato il coworking in Toscana, in Italia, in tutto il mondo.

In altre parole, invitiamo l’attore pubblico a sforzarsi di capire, trovare dei modi per dialogare con un pezzo di società che sta facendo quello che dovrebbe fare lui: innovare.

Se c’è riuscito il Comune di Milano, ad ascoltare, riflettere ed interagire in modo sensato con l’ecosistema coworking milanese (tra i più complessi d’Europa), ci possono riuscire anche altri.

C’è speranza. Purché si abbia il coraggio di valutare.