I Coworking aperti in Agosto 2019 in tutta Italia: ecco la lista, città per città.

Coworking Aperti Agosto 2019

Nell’Agosto italiano, è tradizione che gli spazi di Coworking Cowo® che rimangono aperti, a disposizione di nomad worker e professionisti in genere, diano comunicazione su queste pagine, così da orientare chi, in periodo di Ferragosto o giù di lì, abbia bisogno di un posto dove lavorare.

È dal 2010 che ogni anno diamo questo servizio, quindi… eccoci anche nell’Agosto 2019, per presentarvi gli spazi di Coworking che possono salvarvi se la vostra agenda di vacanze non corrisponde con quella del resto della nazione!

Spazi Coworking Aperti in Agosto 2019:


CANTON TICINO – LUGANO

MILANO

ROZZANO

MONZA BRIANZA

TORINO

SAVONA

Coworking Savona Centro @ Co-Sa

VADO LIGURE

SANREMO – IMPERIA

TRIESTE

VENEZIA

MESTRE – VENEZIA

BOLOGNA

CERVIA

CESENA

Spazi Coworking chiusi 12/16 Agosto:


MILANO

SEGRATE

LISSONE – MONZA BRIANZA

RONCHI DEI LEGIONARI – TRIESTE AIRPORT

NOVARA

UDINE

GROSSETO

FIUMICINO

NAPOLI

Spazi Coworking chiusi 5/23 Agosto:

 

MILANO

GENOVA

AREZZO

Spazi Coworking chiusi 12/23 Agosto:


MILANO

CINISELLO BALSAMO

SESTO SAN GIOVANNI – MILANO

LISSONE – MONZA BRIANZA

TORINO

PORDENONE – ZOPPOLA

VERONA

CAGLIARI

Spazi Coworking chiusi 1/16 Agosto:


PORDENONE – CORDENONS

Spazi Coworking chiusi 1/23 Agosto:


MILANO

A Cinisello Balsamo, Nord Milano, buone notizie per chi lavora in Agosto: Coworking Gratis!

Parco Coworking Cinisello Milano

Good news per i coworker milanesi e lombardi che gravitano nella zona di Cinisello Balsamo!

Nel mese di Agosto, nei giorni dal 1 al 9 e dal 27 al 31, il Cowo® Cinisello Balsamo presso Cofò, nella villa Breme Forno , offre Coworking Gratis semplicemente presentandosi!

Basta passare, infatti, senza alcuna formalità né prenotazione, dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 19.00 e potrete tranquillamente fermarvi a zero costo, e in più godere del magnifico spazio di Coworking… anche all’esterno.

Nel parco della villa che ospita questo spazio di Coworking, infatti, sono disponibili aree verdi, giardini e panchine che… vi faranno ritornare anche a settembre, quando comunque vi verrà richiesto un costo più che sostenibile per postazioni di ottima qualità, in un ambiente super-interessante ;-)

Buon Agosto e buon lavoro!

Vedi la Presentazione dello Spazio Cofò

Visita il blog CoworkingCinisello.it

Visita il sito istituzionale Spazio Cofò

Bistrot al Coworking Cinisello MilanoRelax Corner al Coworking Cinisello MilanoCoworking Cofò Cinisello

Coworking all’Ikea? Fatto!

Spesso, nelle Coworking all'Ikea? Rete Cowocoworking ikeaconversazioni, diciamo che in futuro il Coworking si farà ovunque: bar, stazioni, alberghi…

Ed ecco che, quasi a riprova delle nostre parole, all’IKEA compare una Coworking Area decisamente interessante.

Nel nostro parlare, pensare,  studiare le evoluzioni del Coworking, potevamo farci sfuggire una delle più interessanti espressioni del mercato? 

Certo che no!

L’IKEA ci dimostra che un pezzo di “futuro agile loro lo hanno già realizzato.

Un Coworking gratuito, gradevole e ottimamente funzionante, a disposizione dei clienti fino alle ore 22.00.

Cowo® è andato a provarlo… con qualche domanda in testa.

LE DOMANDE CHE CI SIAMO PORTATI AL COWORKING DI IKEA:
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• Che cosa si prova a prendere una postazione in un negozio?

• Che differenze ci sono con gli spazi “normali”?

• Perché un colosso come IKEA si mette a fare Coworking?

• Dobbiamo preoccuparci o essere contenti? È concorrenza o mercato che si espande?

• Funzionerà e prenderà piede, o rimarrà un esperimento?

Per rispondere a questi quesiti che, ne siamo certi, sarebbero venuti anche a voi, abbiamo preso il nostro computer, siamo andati a San Giuliano Milanese e – dopo un buon caffè nel bar IKEA – abbiamo preso posto a una scrivania e iniziato la nostra giornata di lavoro.

Coworking all'Ikea? Cristina di Rete Cowo

Ecco il resoconto dell’esperienza, in collaborazione con la nostra Cristina, che all’IKEA ha fatto un #MyCoworkingDay speciale!

Se come me avete ristrutturato casa da poco, sono certa che l’IKEA sarà stata una tappa fissa dei weekend o anche dei giorni infrasettimanali.

Ma chi mai avrebbe potuto immaginare che sarebbe potuto diventare anche un ufficio, per di più un Coworking?

coworking ikea

La grande catena retail Made in Sweden propone una Coworking Area: scrivanie, sedie ergonomiche, armadietti, prese tradizionali e USB per chi desidera un luogo dove lavorare. Eccoci!

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Ikea scrivania Coworking

E non mi riferisco all’area ristorante dove – visto che il wi-fi da IKEA è ovunque – ci si potrebbe anche adattare a lavorare al PC, ma di un vero e proprio Coworking.

Qui all’IKEA di San Giuliano basta salire le scale dal parcheggio, arrivare al primo piano, andare verso il ristorante, ed eccoti in un vero e proprio Coworking Space.Spazi Coworking all'Ikea

10 scrivanie, una di fronte all’altra, ognuna dotata di una sedia, lampada da tavolo, prese.

Poco più in là, divanetti e pouf per chi volesse allontanarsi per parlare al telefono, fare una riunione informale o prendersi momentaneamente una pausa dal lavoro.

Insomma tutto quello che può servire per lavorare al meglio, wi-fi libero e gratis (non occorre registrarsi, aspetto che ha pro e contro), aria condizionata compresa.

IKEA d’altra parte lo dice proprio, su un bel cartello posto sopra gli armadietti, tra alcuni volumi decorativi e tre abat-jour rosa:

Welcome nella Coworking area Ikea.

Siediti, lavora o rilassati, questo spazio è dedicato a te.

E come si lavora qui?

Devo dire: piuttosto bene.

La mia giornata è iniziata alle 10 del mattino (nei giorni feriali questo è l’orario di apertura, eccezion fatta per il weekend che è anticipata di un’ora), è poi proseguita fino al primo pomeriggio, ma avrei potuto tranquillamente restare fino alle 22 (nel weekend fino alle 21).

coworking ikea

Appena arrivata, ho erroneamente pensato che nessuno sapesse dell’area Coworking…

C’erano solo 2 ragazzi che lavoravano fianco a fianco nella stessa scrivania, ma nessun altro.

Mi è bastato il tempo di mandare un paio di mail che la situazione era cambiata: quasi tutte le scrivanie dietro di me erano occupate, c’era anche chi ci aveva posizionato una stampante (!)… e poco dopo è arrivata una persona di fronte a me.

In mezzo a noi un separé, rigorosamente made in Ikea, alto il giusto per evitare di vedere cosa fa l’altro, ma perfetto per scambiare qualche chiacchiera tra un lavoro e l’altro.

E in pieno stile Coworking, da una che è abituata a frequentarne diversi, mi sono messa a parlare con Piero, così si chiamava il mio vicino di scrivania, davanti a me.

Si occupa di trading online ma è allo stesso tempo appassionato di editoria:

Vengo qui in questi giorni anziché lavorare da casa perché c’è l’area condizionata, lo faccio da un paio di settimane.

Perché scelgo Ikea?
Perché è vicino a casa, è aperto fino a tardi e mi offre la possibilità di lavorare in modo diverso.

Ma non essendo un Coworking gestito, bensì un’area aperta e libera, come si fa a lasciare le proprie cose per allontanarsi e – ad esempio – andare in bagno?

Beh, basta che ti porti un lucchetto…

mi dice il mio Coworker, indicando gli armadietti.

…così è tutto al sicuro

Ottimo!

Unica nota dolente: se, come me, dovete fare una lunga telefonata di un’ora e mezza, può capitare che menrre parli con il tuo cliente una voce dall’alto si intrometta nella conversazione:

Vieni al Ristorante! Vieni a provare la pasta al salmone!

Detto questo, è bene ricordarci che non siamo in un Coworking vero e proprio, e non solo per l’altoparlante.

Manca tutto quell’aspetto di relazione, e magari collaborazione, che rende il Coworking un posto speciale, dove trovi le competenze che cerchi, gente che ti consiglia sul tuo lavoro e con cui ogni mattina ti prendi un caffè o vai a pranzo.

Oltre appunto a mancare la figura importante e fondamentale di un Coworking: chi lo gestisce, chi si assicura che vada tutto bene e venga incontro alle esigenze dei coworker.

Come nel mio caso che – con tutta quell’aria condizionata – stavo diventando un ghiacciolo!

Ha comunque molto del Coworking questo posto: scrivanie, wifi, prese ovunque, lampade da tavolo, area relax, armadietti, macchinette varie per prendere snack o acqua, oltre al ristorante self-service proprio lì,  a un passo.

Insomma, per chi vuole lavorare senza distrarsi… è tutto a portata di mano e il wi-fi funziona bene.

Che IKEA abbia pensato proprio a un’area simile ovviamente ha un doppio significato: da un lato pubblicizza e fa testare i suoi arredi per l’ufficio a chi deve usarli, dall’altro dimostra che il Coworking ormai è sempre più uno “state of mind”.

Sulla base di questa nostra osservazione diretta, sul campo, proviamo quindi a formulare…

LE RISPOSTE ALLE NOSTRE DOMANDE:
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• Che cosa si prova a prendere una postazione in un negozio?

Se hai l’abitudine a concentrarti ovunque (molti di noi lavorano senza problemi in treno, al bar, su una panchina…) non è nulla di speciale.

L’area che abbiamo testato noi è quieta e – ovviamente – ben arredata.

Lontano dal passaggio principale dello shopping, un po’ appartata.

Siamo abituati a questo e altro… il fatto che sia in un negozio non è nulla di strano. Non siamo più nel 2008 ;-)

• Che differenze ci sono con gli spazi “normali”?

Diverse.

Innanzitutto, manca la relazione, l’attenzione al contatto personale, la cura che un buon Coworking dedica all’arte di far incontrare le persone senza invasività, ma creando sempre una forma di incontro, discreta ma reale.

Perché il Coworking è e continua ad essere – per quanto ci riguarda – la possibilità di condividere uno spazio professionale consapevoli delle possibili sinergie che possono nascere tra professionisti che lo frequentano (Wikipedia docet).

Questo, tra estranei totali, è difficile che accada (Cristina ci riesce, come abbiamo visto, ma lei è… cintura nera di Coworking, non fa testo!).

Secondariamente, non puoi lasciare i tuoi documenti e materiali.

E’ uno spazio pubblico, ben gestito fin che si vuole, ma alla sera devi portarti via tutto.

Terzo: la vita del negozio un pochino “si infila” nella vita del Coworking.
L’altoparlante che lancia le offerte del giorno, il bambino che si avvicina curioso, i flussi di persone all’ora di pranzo.

Ma c’è anche del positivo, sotto la categoria delle “differenze dai normali Coworking”.

Ad esempio, nessuna formalità né contatto preliminare per prenotare… arrivi, ti siedi, lavori (attenzione: si riempie in fretta, ma anche i divanetti sono OK).

Last but not least, non paghi niente, mai. Non è poco.

• Perché un colosso come IKEA si mette a fare Coworking?

Questa è una domanda da tesi di laurea… ma proviamo a fare delle ipotesi.

1.
IKEA È UNO DEI MAGGIORI PROTAGONISTI DEL RETAIL AL MONDO, E LO È ANCHE PERCHÈ GUARDA COSTANTEMENTE AVANTI.

Non dimentichiamo che prima di IKEA tantissime cose erano diverse, oltre al modo di comprare i mobili, aspetto non certo trascurabile.

Prima di IKEA per noleggiare un furgone dovevi andare dal noleggiatore.

Prima di IKEA se volevi dar da mangiare a tuo figlio con 1 euro dovevi startene a casa.

Prima di IKEA una casa economica ed allegra la poteva avere solo un artista di talento.

Questo per dire che siamo davanti a un gigante – imprenditoriale e culturale – osserviamo con attenzione e, nel nostro piccolo, cerchiamo di imparare.

2.
IKEA È UN NEGOZIO, E I NEGOZI HANNO UN OBIETTIVO PRIMARIO SEMPRE: FAR ENTRARE LE PERSONE DALLA PORTA.

Ogni idea che fa arrivare qualcuno alla porta del negozio è un’ottima idea.

3.
IL MONDO DEI PROFESSIONAL È UN TARGET DI MERCATO IMPORTANTISSIMO PER CHI VENDE ARREDI.

Un retailer come IKEA ha tutto l’interesse a coinvolgere il mondo del business: è di certo una percentuale importante del suo fatturato.

Probabilmente è una fascia alto-spendente, con caratteristiche di mercato specifiche, diverse da quelle del residenziale.

4.
È UN TEST MOLTO INTERESSANTE, PER CHI HA GLI STRUMENTI CULTURALI PER PORTARLO AVANTI E STUDIARLO.

Di certo IKEA ha interesse a studiare da vicino macrotendenze globali del mondo del lavoro quali Coworking, Lavoro Agile, Smart Working.

Sono cambi di paradigma di enorme portata: il luogo del lavoro sta diventando altro, ovunque.

Da protagonista, IKEA c’è.

5.
NON COSTA PRATICAMENTE NULLA, A FRONTE DI UN POTENZIALE NUOVO SERVIZIO

Non che il Coworking possa diventare un core business di IKEA (come del resto non lo è il ristorante, o il servizio noleggio furgoni), ma al di fuori del conto economico, molte attività hanno il loro senso, in un ecosistema complesso e ricco come quello di IKEA.

• Dobbiamo preoccuparci o essere contenti? È concorrenza o mercato che si espande?

Di certo è mercato che si espande, e di certo gli spazi di espansione sono tuttora molto ampi, quindi IKEA sta aiutando la divulgazione del “messaggio Coworking” e lo fa da par suo: con una proposta di qualità (anche se non pubblicizzata) e stile sicuro.

Chi si deve preoccupare, non è a causa di IKEA.

A nostro avviso, in questo nascente mercato del Coworking, coloro che devono preoccuparsi sono coloro che si improvvisano, che forniscono servizi a prezzi fuori mercato, che propongono soluzioni di bassa qualità, che non fanno marketing, che… in poche parole, lavorano male.

Mentre negli anni passati, in una situazione di totale assenza di proposte, ogni cosa appariva interessante, chi fa Coworking nel 2019 è opportuno abbia consapevolezza, preparazione, strumenti.

Anche il nostro mercato, insieme a noi, sta diventando grande!

• Funzionerà e prenderà piede, o rimarrà un esperimento?

Quanto a funzionare, funziona già piuttosto bene, come è evidente dall’articolo qui sopra.

Se prenderà piede dipenderà da IKEA, da quanto vorrà promuovere e far ampliare questa piccola iniziativa.

Il dato che ci sembra interessante è che la gratuità diventa parte di una proposta di qualità, cosa che aumenta il livello di servizio necessario a chi il servizio lo fa pagare.

Detto questo, uno spazio interno a un negozio – per quanto all’avanguardia – non potrà mai svolgere la funzione che ha un servizio organizzato e dedicato, per il quale si paga un corrispettivo e nell’ambito del quale si ha diritto – per contratto – all’erogazione di un servizio nell’arco di un certo tempo.

coworking ikea

Ikea area Coworking

My Coworking Day: la nostra giornata al Coworking Lugano Nord. Ecco com’è andata e… un ebook gratuito per voi!

Lugano Ebook Gratuitocoworking lugano nord

Alla ricerca di un Coworking a Lugano? Facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, ampio e dotato di sala, anzi sale, riunioni?

Per #MyCoworkingDay la nostra coworker Cristina ha valicato il confine ed è andata in Svizzera, per lavorare per un giorno al Coworking Lugano Nord.

Come si è trovata?  Tutte le risposte nel racconto di questa giornata. 

(E se volete restare aggiornati su tutti i “giri per coworking” di Cristina, cliccate sull’hashtag #MyCoworkingDay sui vari Social Network!). 

Lo confesso: nonostante sia davvero vicina a Milano, in Svizzera non torno da anni, da quando cioè è finita una collaborazione con un giornale la cui redazione aveva sede a Chiasso.

Anche oggi ci sto andando per lavoro, ma i sentimenti che mi animano sono diversi: andrò a due passi da Lugano (e questa per me è la prima volta) e soprattutto vado in un Coworking, animata da tantissima curiosità, voglia di scoprire e soprattutto di conoscere gente.

Appena scesa alla stazione di Lamone, prima di fare mie le indicazioni che mi hanno dato i Cowo® manager Stefano e Davide, c’è una cosa che mi colpisce: la diversità dell’aria. Profumi diversi da quelli che sento di solito e che mi fanno già sentire a casa.
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coworking lugano nord

Siamo a due passi dal fiume Vedeggio e il paesaggio, se guardo al di sopra della strada, è incantevole.

Tant’è che quando Davide mi chiama per venirmi a prendere rispondo che preferisco camminare.

Dalla stazione di Lamone, raggiungibile facilmente da Milano con un cambio treno a Lugano da cui dista 4 minuti circa (ma dipende sempre dagli orari in cui eventualmente partite), sono 700 metri scarsi, percorribili tranquillamente a piedi fino a che non si arriva in nella zona del Cowo®.

Nonostante io non sia famosa per il mio senso dell’orientamento (!) lo trovo subito.

Salgo una rampa di scale ed eccomi qui.

Sono al Coworking Lugano Nord.

coworking lugano nord

L’accoglienza è delle migliori: Stefano e Davide sono sorridenti, ma soprattutto individuo subito una cosa fondamentale per chi come me non può farne a meno (ma quale freelance ci riesce?): la macchinetta del caffè all’ingresso.

Ma non basta… siamo o non siamo in Svizzera?

E allora può mai mancare il cioccolato?

Ecco che, accanto alla macchinetta, ce n’è di vari tipi e poi acqua, caramelle ecc.

Perché, ammettiamolo, quando si lavora tanto e sotto scadenza, i cali di zucchero, misti a mancanza di ispirazione, possono essere continui.

Stefano mi guida tra le stanze del Coworking, nato nell’agosto del 2017.

Entriamo nella sala riunioni, grande, spaziosa, dotata di televisore e numerosi tavoli bianchi.

Mi racconta che è molto richiesta e che di recente è stata la sede di un incontro che avviene periodicamente tra sviluppatori di software.

“Oggi la vedi così, ma cambia a seconda delle esigenze.

Non hai bisogno dei tavoli?

Allora li togliamo e al loro posto mettiamo più sedie così si possono ospitare 30 persone circa”.

coworking lugano nordInoltre, la sala, o meglio tutte le sale contigue l’una all’altra, hanno una cosa che rende molto particolare questo Coworking.

Sulla parete a sinistra (se la guardi entrando dalla porta) c’è una finestra di vetro, di quelle che non si aprono, ma ricordano tanto gli studi di registrazione.

Una bella soluzione d’arredo, che porta luminosità e leggerezza agli ambienti.
.coworking lugano nord

Sempre restando nella sala, mi colpiscono molto i dettagli:  la lavagna magnetica verde con le spillette rosse di Cowo®, scelta perché chiunque possa attaccarci quello che vuole, in qualsiasi momento… e poi l’occhio mi cade sul pavimento.

Interessata come sono in questo momento  alle ristrutturazioni, comincio a fare domande e Stefano mi racconta la storia che c’è dietro quello che vedo:

“Il pavimento, che è in laminato, è stato posato direttamente da noi.

Così come siamo stati noi a imbiancare tutto lo spazio.

Non siamo esperti, ma ci è piaciuto costruire, anche con le nostre mani, questo posto giorno dopo giorno”.

Accanto alla sala riunioni, poi, ci sono uffici indipendenti, open space e un’altra sala riunioni che può ospitare circa 6 persone, a mio parere molto graziosa.

coworking lugano nord

È nell’open space, dove lavoro oggi – luminoso e silenzioso – che incontro Rudy, ingegnere che fa la spola tra la provincia di Torino e la Svizzera.

Mi racconta com’è arrivato a scegliere il Cowo® di Lamone in zona Lugano Nord:

“L’ho scoperto su Internet e dopo averlo visto, ho subito pensato che fosse il posto ideale per me che faccio avanti e indietro.

Non vengo spesso, ma quando sono da queste parti so che ho un posto che sento mio e posso utilizzare come credo”.

Checché se ne pensi della Svizzera, questo Coworking ha un costo mensile molto abbordabile, inferiore, in molti casi, ai Coworking milanesi, cui ha poco da invidiare.

coworking lugano nord

Anche perché Stefano e Davide, soci della Pro Work International da diversi anni, sono davvero avanti sotto tanti punti di vista.

Mentre lavoro, capita spesso che ci mettiamo a parlare di… lavoro.

Non tanto di quello che facciamo, ma – partendo dalla loro società che si occupa di coaching e formazione manageriale – cominciamo a parlare di metodologia Agile per le risorse umane, di come stanno cambiando le aziende, di gestione dei team e delle persone.

coworking lugao nord

Spaziamo poi dal Lego® Serious Play® , metodologia che applicano anche loro in vari corsi (sono stati protagonisti dell’evento di formazione Cowo® di settembre) alla realtà aumentata…  quanti spunti per i miei futuri articoli!

A un certo punto mi viene da fare una domanda:

Perché avete deciso di trasformare i vostri uffici in Coworking?

Spiega  Davide:

“Un anno e mezzo fa abbiamo cominciato a pensare a come utilizzare al meglio questo spazio, ci siamo messi a navigare online e siamo venuti a conoscenza di Cowo®.

Da lì all’aprire questi spazi al pubblico, il passo è stato breve”.

Prosegue, poi dicendo che:

“A differenza di quello che si crede, il concetto di Coworking in Ticino non è ancora così diffuso, almeno non nel modo in cui lo è in Italia, qui si pensa sempre più all’ufficio di rappresentanza, meno allo spazio condiviso.

Questo Coworking per noi rappresenta il volere tessere relazioni di valore e generare valore reciproco.

Se per certe cose la Svizzera è particolarmente avanti, nel mondo del Coworking c’è ancora da fare e ci piace dare il nostro contributo”.

Continuiamo a chiacchierare anche quando andiamo a pranzo, nel bar poco distante, e approfondisco con Rudy vari aspetti.

C’è una cosa che mi colpisce particolarmente mentre siamo a tavola: la Svizzera e l’ltalia sono più intimamente legate di quanto credessi.

Non solo per la lingua – che come Stefano mi racconta – è molto difesa e valorizzata dai ticinesi, ma per il fatto che è continuo questo spostarsi di confine.

Sì, lo so, la questione dei frontalieri non è certo una novità, ma sentendoli parlare di distanze, di orari in cui prendere l’autostrada per non trovare traffico e di un evento a Milano cui parteciperanno Davide e Stefano il giorno dopo, mi rendo conto ancora di più di quanto stretto sia il legame.

Nel pomeriggio, poi, scopro una storia dentro la storia.

A raccontarmela è Stefano che mi parla di una fabbrica di cioccolato, nella valle di Blenio, a nord est di Lugano.

Una fabbrica che è stata chiusa alla fine degli anni ‘60 a causa di problemi economici, ma che adesso rivive in varie forme: parte di questi locali sono loft abitativi e parte viene dedicata all’arte con la fondazione Fabbrica del Cioccolato che promuove iniziative culturali: un festival, un museo e la volontà di fare di questi spazi delle residenze per artisti.

Progetto che vede anche il contributo nonché la passione di Stefano.

Nel frattempo, anche la fabbrica ha preso vita, tornando al suo aspetto iniziale: l’azienda Cima Norma ha deciso di rilanciare il marchio dando vita a una bella iniziativa.

Riprodurre, modernizzando le stampe di allora, le tavolette in edizione limitate che riguardano un periodo di 10 anni, a partire dall’inizio del ‘900, iniziando con il periodo della Belle Èpoque.

La mia giornata al Coworking Lugano è finita, ma c’è una cosa che penso mentre aspetto il treno al binario 1:

Ogni professionista dovrebbe vivere giornate così in cui ci si sente ricchi, anzi pieni.

Di quello che la gente ti trasmette, condivide, mette al di fuori del proprio spazio e lascia che entri, anche solo per qualche minuto, nella tua vita.

Il lavoro è sì, impegno, fatica, determinazione, “alzare l’asticella”, ma è soprattutto relazione.

E un Coworking come questo oggi me l’ha ricordato ancora una volta.

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Coworking a Venezia San Marco, presso Fondazione Querini Stampalia: benvenuti.

Vista dal giardino di Fondazione Querini Stampalia. Venezia, anche sede Cowo®
Giardino Carlo Scarpa, Fondazione Querini Stampalia, Venezia

Un benvenuto alla città più bella del mondo nel nostro Network: Venezia!

E non ci fermiamo qui, perché il benvenuto riguarda uno dei luoghi di maggiori interesse culturale della città: la Fondazione Querini Stampalia Onlus.

Luogo di studio, di arte, di storia (ricorre quest’anno il 150° di questa gloriosa istituzione)… ora anche luogo di condivisione collaborativa in ambito professionale.

Uno straordinario approccio, in grado di unire le più alte espressioni culturali a un’apertura decisamente “smart” al mondo professionale di oggi. Il tutto a un passo da Piazza San Marco.

La Fondazione, per chi non la conoscesse, ha un profilo molto alto e un approccio molto aperto, connubio più unico che raro.Coworking Venezia San Marco - Auditorium

Dove altro si può trovare una location in grado di far respirare la magia di un palazzo cinquecentesco, ricco di tesori culturali di valore inestimabile con… una caffetteria a disposizione dei veneziani, che vengono quotidianamente a leggere il giornale offerto dalla Fondazione mentre degustano un buon espresso?

Perché questo accade in Campo Santa Maria Formosa, al sestiere Castello, oltre a innumerevoli iniziative che spaziano su tutto lo scibile culturale, nel rispetto del volere di Giovanni Querini Stampalia, riportato nel testamento del 1868:

Promuovere il culto dei buoni studi e delle utili discipline

Un onore, per noi di Rete Cowo® presentare una realtà così peculiare e di alto valore alla nostra Coworking Community.Coworking Venezia San Marco - Ingresso

Una opportunità da non perdere, per tutti coloro che – nel centro storico veneziano – possono avere bisogno di un luogo di lavoro professionale e qualificato, in grado di dare molto di più di un semplice, seppur importante, servizio.

Benvenuti dunque al Cowo® presso la Fondazione Querini Stampalia, i cui numeri – se ce ne fosse bisogno – da soli raccontano una realtà di rilievo internazionale:

7.500 mq a disposizione

Il Coworking è nel cuore di una realtà in grado di proporre auditorium, sale antiche e moderne, giardino e area restaurata da Carlo Scarpa, caffetteria, hall per colazioni di lavoro

37.805 visitatori

Il museo d’ambiente del sec. XIV – XIX conta i visitatori a migliaia

62.000 lettori in biblioteca

La biblioteca della Fondazione Querini Stampalia è una risorsa di tutti i veneziani, e i numeri lo testimoniano

200 eventi organizzati

Il Palazzo Querini Stampalia è noto per i suoi interessantissimi e flessibili ambienti; utilizzati per showroom, conferenze, workshop di ogni tipo. 

132 posti a sedere in auditorium

L’auditorium Piamonte, progettato dall’arch. Mario Botta, accoglie fino a 132 persone con posti a teatro, con collegamenti audio-video in circuito chiuso nella sale adiacenti

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Sale per formazione e incontri al Cowo Venezia
Sala Meeting
Sala Cowo Coworking Venezia San Marco
Sala Coworking
interni Coworking Venezia San Marco
Area Scarpa
Cowo Spaces Venezia Fondazione Querini Stampalia
Area Scarpa

Benvenuti in Cowo®, la Rete dei Coworking Indipendenti.