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Notizie riguardanti i congressi europeo sul coworking, con la partecipazione del network Cowo. Prima edizione Bruxelles 2010, seconda edizione Berlino 2011, terza edizione Parigi 2012.

Barcellona, Bruxelles, Roma: cos’hanno in comune? Esatto: il coworking. Mattia Sullini reports.

Mattia Sullni
Mattia Sullini

Da Mattia Sullini, infaticabile cowomanager di Cowo Firenze/Combo, un post che ci racconta in poche dense righe tre avvenimenti molto importanti per il coworking europeo, svoltisi a breve distanza l’uno dall’altro. Grazie!

A Barcellona si è svolta la quarta Coworking Europe Conference.

Non potrei dire che ci sia stato un tema portante, ma forse questo la dice lunga sul fatto che la cosa sta maturando.

Non a caso molto spazio è stato dato alle iniziative in corso ed alla grande varietà che presentano, sia nelle presentazioni dal palco del primo giorno che nei workshop del secondo.

Barcellona stessa è una dimostrazione evidente di questa varietà con i suoi 100 e più spazi di coworking.

A Roma si è invece svolta la seconda edizione della Coworking Espresso, un incontro tra le realtà nazionali di coworking coordinata dai ragazzi del Lab121 di Alessandria ed aiutati da un bel gruppo che ha permesso di creare l’iniziativa con mezzi davvero ridotti. 

Il tema in questo caso era molto focalizzato sui rapporti tra coworking e pubblica amministrazione, anche se lo scopo non era, come si potrebbe pensare, quello di “battere cassa”.

L’idea invece è stata quella di cominciare a costruire una sorta di piccolo vademecum di buone pratiche che permettano alle amministrazioni ed ai funzionari più attenti di non dover ciascuno cominciare da capo e soprattutto di non correre il rischio di approntare progetti inefficaci, quando non addirittura dannosi per le politiche che si prefiggono di perseguire.

È stato fatto davvero un bel lavoro, molto pratico e concreto, dimostrando che non necessariamente si devono avere le stesse idee per lavorare bene assieme.

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Coworking Europe Conference

Terzo appuntamento: Bruxelles. Qui si è svolto un incontro sul coworking al Parlamento Europeo che ha segnato il varo dell’inclusione del coworking all’interno dei programmi di agevolazione dell’ecosistema europeo per le startup. 

Da lassù, i coworking vengono infatti visti come nodi di un’infrastruttura in grado di favorire, ospitare ed assistere la nascita di startup digitali in un ambiente collaborativo e stiomolante, un valore riconosciuto di per sè.

Per perseguire questo obbiettivo, è nato il progetto per un’associazione europea che si occupi specificamente di segnalare politiche efficaci e far interagire i progetti di coworking tra di loro e con l’Europa.

Nel video qui sotto il saluto di Neelie Kroes, Vice Presidente della Commissione europea, alla conferenza sul coworking, mentre sul blog di Combo trovate la trascrizione completa, con traduzione in italiano.

Molte cose bollono in pentola, nel grande magma del coworking europeo, stay tuned per gli sviluppi in arrivo!

Coworking Europe Conference a Barcellona: Cowo c’è!

In questi giorni Barcellona è la capitale del coworking: da ieri, infatti, vi si sta svolgendo la Coworking Europe Conference, un momento di incontro per la nostra comunità da tutta Europa (sapevate che Barcellona ha ben 100 spazi di coworking in tutta la città?).

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Coworking Europe Conference – Barcellona (11-13 novembre)

Potevamo mancare? Certo che no!

Siamo ottimamente rappresentati da diversi coworker e, in particolare, dal nostro Mattia Sullini, co-autore di una presentazione collettiva che esplora le interazioni tra coworking e co-making.

Gli altri autori della presentazione sono Guillem Camprodon (FabLab Barcelona),  Sara Bigazzi (Toolbox – Torino), Pedro Pineda (Open Design City, Berlino) e Cecilia Tham (Mob).

Insomma, un gruppo internazionale per parlare di un processo di ampio respiro e che sta già creando nuove chiavi di lettura per il futuro.

Bravo Mattia, aspettiamo i tuoi racconti!

p.s. Potete seguire in tempo reale i lavori della conferenza usando l’hashtag #coworkingeu su Twitter.

Coworking Europe 2012 in one word?

Coworking Conference Paris 2012Every year, right after the Coworking Europe Conference, some of us enjoy playing around with this idea: find the keyword that nails perfectly the specific mood of that specific conference.

In Bruxelles (2010) the keyword was sharing.

In Berlin (2011)community.

For Paris 2012… well, it’s not so easy.

Maybe organizer Jean-Yves Huwart had maturity in mind. And indeed we did hear in Paris a lot about specific projects with coworking in a wider perspective.

Hence the famous question came up, once again:

What is coworking?

On this matter, Cowo’s view has been defined in the Cowo Manifesto, but obviously lots of people apply the coworking spirit to different, and sometimes personal, approaches… that makes 2012 unsuitable for maturity.

Stating that, we could think of normalization, considering that the conference has taken steps in trying to define what coworking really is.

The closest we got to this, was on Day 2, when the program became liquid and every participant proposed a topic in the typical barcamp formula.2012 Coworking Conference

Actually the topics mainly covered specific needs of coworking spaces, and none of them went into the aforementioned question. Enough for normalization as the 2012 keyword!

Maybe, then, we could find inspiration on Day 3, in the morning workshops or in the afternoon tour of coworking spaces.

As a matter of fact, during the visits, the keyword diversity would easily popup as a choice.

We visited a good number of very different spaces, considering the huge differences in size, design, approach.

Fine with us, but the concept itself of diversity completely lacks that shared component that makes a coworking space a coworking space.

No diversity then, no good.

In the end, what we really need this year is a single concept able to convey in the same word the different ways in which a coworking space can be conducted, and the closeness that unifies them all.

So, dear coworkers, how do you like evolution?

Mattia Sullini: Cowo, Combo, FabLabMattia Sullini manages a coworking space part of the Cowo Network since 2009, and has been recently nominated President of the Florence FabLab.

Coworking pioneer with 22|A22, he’s about to launch COMBO Open Project, a new coworking space and makers facility organized as a modular system in order to provide services with different degrees of participation, with strong focus on makers.

Dopo Parigi: la terza Conferenza Europea del Coworking in una parola.

Mattia Sullini reports, come direbbe il New York Times ;-)

Coworking Europe Paris 2012

Il gioco è questo: trovare una parola chiave che riesca a riassumere lo spirito di ciascuna edizione della Coworking Europe.
Nel 2010 a Bruxelles la parola è stata condivisione.
Nel 2011 a Berlino è stata comunità. Nel 2012 a Parigi… beh, è dura.

Forse la parola che stava in testa a Jean-Yves Huwart, che l’ha organizzata, era maturità.

O magari business.

Gli interventi in programma per il primo dei tre giorni, infatti, sono stati dispeaker che hanno trattato casi in cui il coworking è stato integrato in una strategia più ampia, ma… così ampia da riproporre la domanda, ormai classica:

“Cos’è il coworking?”

…domanda alla quale Cowo, dal 2008,  risponde in modo chiaro, privilegiando le relazioni sulle dotazioni, sulle sale riunioni o sulle modalità di accesso.

Ma se ognuno fa a modo proprio… forse è prematuro parlare di maturità.

Allora la parola chiave del 2012 potrebbe essere normalizzazione, nel senso di ricerca di una definizione comune ed ufficiale di coworking (comunque qui c’è quella di Wikipedia, se serve).

Il momento migliore per definirla poteva essere il secondo giorno, quando il programma della conferenza è diventato liquido e le discussioni si sono distribuite su 30 temi diversi, proposti dai partecipanti e discussi simultaneamente.

In realtà, si è parlato fondamentalmente di necessità spicciole e puntuali per la gestione degli spazi, nessuno si è sognato di chiedersi “cos’è il coworking”.

Niente, neanche normalizzazione può essere la parola chiave.

Il terzo giorno ha avuto un programma diviso in due momenti: workshop a tema + tour degli spazi parigini.

Verrebbe spontaneo, ora, ipotizzare varietà, come parola chiave… i tour hanno infatti mostrato una grande eterogeneità di spazi; per dimensioni, aspetto, vocazione.

Allora, va bene varietà?
Pensandoci meglio, dal concetto manca quell’elemento unificante che indubbiamente si respira in tutti gli spazi visitati… e quindi?

Quindi dovremmo individuare qualcosa che allo stesso tempo renda conto dei millemila modi in cui si stanno sviluppando i molti progetti di coworking, che tenga conto però anche di una sicura familiarità.

Ok, forse potremmo esserci: che ve ne sembra di… evoluzione?

Mattia Sullini: Cowo, Combo, FabLabMattia Sullini, è CowoManager dal 2009 e presidente del FabLab Firenze.

Fondatore dello spazio di coworking 22|A22, sta ora scaldando i motori di COMBO Open Project, sistema modulare di servizi per la sinergia tra professioni diverse, con focus sugli autoproduttori. 

Wish. (On coworking conferences).

Wish we could go to all conferences we get invited to (we get a lot of invitations… thanks guys!).

Wish we had time and energy to meet all the wonderful people in coworking, worldwide. Wish we could listen to all the great speakers, and maybe network with them over a beer, afterwards.

Wish we could go to Austin, Tokio, Paris, Cardedeu, Alessandria, Madrid, Fontier Cabardès every year.

Wish we had public funding, so it would be easier for us to share resources. Wish we had private sponsors that freed us from our day jobs, and from moonlighting, often, too often.

Wish we were there with you. At the coworking conference.

We may not be.

Bear with us, we won’t be at the beach, nor watching the ballgame. For sure, we’ll be at the coworking space (possibly watching the conference online).

We’ll be taking care of our project, an eye on the conference, en eye on our day job, an eye on coworkers, an eye on new requests, an eye… (how many eyes do we need, to keep focused?).

We’ll be looking after our baby, trying to make it grow, like every day. No “epic shit” (quote), just normal stuff… fixing the web platform, maybe, or helping out someone in the community. Doing email work.

Wish we could stand up and offer you another Keynote (we have done some, over the years) where we tell you how wonderful coworking is, where coworking is still unknown, except to some courageous Cowo manager out there… places like Surbo, Cordenons, Sassari, Omegna, Bassano del Grappa, Sovico, Tortona. These people are not only opening their offices, they’re opening their towns to coworking, one coworker at the time. So proud of them.

So, we may miss a conference or two, but we’ll be connected.

We’ll be with you.

We’ll listen and we’ll talk. We’ll share with the community.

We’ll be coworking :-)

#CowoCamp2012 – Tutti invitati al coworking camp del 19 maggio 2012, a Milano. Ecco perché.

E’ la terza volta che organizziamo il coworking camp, e ogni anno il mondo del coworking è diverso, molto diverso.

Nel 2010, il progetto Cowo aveva appena compiuto un anno, ancora ci meravigliavamo che la rete stesse trovando adesioni oltre il nostro ristretto giro di contatti e amici.

Il coworking era cosa ancora poco nota, non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Sembrò giusto, quell’anno, intitolare il camp

Di cosa parliamo quando parliamo di coworking?

Fu un momento molto importante per tutti noi, e una bella emozione veder entrare in quello spazio di via Maciachini tante persone da tutta Italia, molte delle quali mai viste né sentite prima.

Tra gli interventi: quello sul coworking e le istituzioni a cura del Cowo/VEGA di Venezia, quello dell’avvocato del Cowo, il primo legale in Italia (forse ancora l’unico) a studiare a fondo la normativa per permettere a tutti noi di operare nella piena legalità e correttezza, quello di Nicola Zago, allora marketing manager di Lago.

Qui li potete vedere tutti.

Chissà se aiutammo a definire “di cosa parliamo quando parliamo di coworking”.

Di certo iniziammo un percorso di confronto aperto e condiviso, con il piacere di vedersi in faccia tra coworker, gestori di spazi Cowo e… chiunque altro.

Un approccio che ha portato anche ad altri tipi di iniziative volte alla conoscenza reciproca, quali ad esempio il Presentation Lunch, piccolo format di “pizza-networking” (!) nato a Milano e in corso di diffusione.

Poi passò un anno importante, l’anno che vide Cowo partecipare al primo congresso europeo del coworking (nel novembre 2010 portammo a Bruxelles le nostre 7 idee sul futuro del coworking), l’anno in cui la nostra rete cominciò un’espansione progressiva in varie città d’Italia.

Il camp del 2011, quindi, si svolse all’insegna del tema

A che punto è il coworking?

Ricordo che la mia personale risposta a questo quesito fu… una presentazione tutta sui coworker, a cui rimandavo per la risposta. Non ho cambiato idea :-)

La partecipazione al camp, l’anno scorso, coinvolse addirittura qualcuno dall’estero – Giacomo fece in modo di organizzare il suo viaggio dalla Norvegia in modo da poterci essere, Miriam lasciò Barcellona apposta per venire a raccontarci del primo coworking Cowo all’estero, da Parigi arrivò Stefano… con la bici della sorella – oltre che un sacco di gente da tutta Italia.

Le presentazioni della giornata furono ben 18.

Ed ora, 2012, siamo al terzo appuntamento.

Il mondo del coworking non è arrivato al mercato di massa, ma ci manca poco.

Alla seconda Coworking Conference, a Berlino, abbiamo parlato davanti a una platea dove gli hacker sedevano a fianco degli immobiliaristi texani, dove i fondatori dei più importanti coworking americani – quelli che hanno aperto la strada a tutti noi come Jacob Sayles di Office Nomads e Alex Hillman di Indy Hall – discutevano di come i business center – Regus in primis – offrissero servizi di coworking, vantandosi di essere stati i primi a farlo.

Del resto, il mondo cambia, perché non dovrebbe cambiare il mondo del coworking?

Certo che il divario tra quei primi giorni del 2008, in cui iniziammo, e lo scenario di oggi, colpisce profondamente chi vive il coworking da vicino.

Nel frattempo, non c’è stato un mese in cui Cowo non sia andato a presentare la propria esperienza in conferenze, barcamp e incontri, l’assessore al lavoro di Milano è venuta a trovarci per conoscerci, la rete continua a trovare nuovi spazi – sempre senza sforzi di tipo “commerciale” da parte nostra (abbiamo sempre pensato che la diffusione della conoscenza e le conversazioni tra le persone fossero la miglior forma di “propaganda”).

Tanto, tantissimo movimento.

Troppo? A volte ce lo chiediamo.

A volte, la sensazione di perdere il senso del progetto ci sfiora, e anche per questo abbiamo voluto concentrarci e scrivere i 10 punti in cui Cowo si riconosce (ritorniamo al “di cosa parliamo quando parliamo di coworking”…), e arrivare così a un Cowo Manifesto: una guida che ci ricorda come ci piace fare le cose.

In questi anni abbiamo anche capito come il camp sia un modo speciale di capire cosa stiamo facendo, tutti insieme.

Perché il coworking – almeno secondo noi di Cowo – non ha alcun senso al di fuori della community che lo anima, delle persone che effettivamente fanno coworking, cosa molta diversa dal vendere coworking e dal parlare di coworking.

Come ho già avuto modo di dire,

il coworking non esiste, esistono solo le persone che lo fanno.

(A proposito di frasi ad effetto, ne ho un’altra: un coworking non è un bar, che rimane un bar anche quando è vuoto. Un coworking vuoto è un ufficio vuoto).

Ma torniamo al camp.

Uno dei punti più discussi nella coworking community – da sempre – è l’aspetto di business.

Che il coworking non sia un business tradizionale è ormai abbastanza assodato, ma è altrettanto assodato che un progetto che non ha una sua dimensione economica non va lontano.

E se Cowo, da questo punto di vista ha un’impostazione chiara – non a caso è arrivato alle dimensioni attuali – è importante che anche i singoli spazi di coworking abbiano una sensibilità economica precisa, orientata nel modo giusto, pronta a cogliere opportunità intelligenti di realizzare profitti.

Il Cowo Manifesto dice:

Nel nostro modello, la relazione viene al primo posto, il profitto al secondo.

Appunto: al secondo, non all’ultimo.

Ci vediamo a Milano il 19 maggio? Qui la pagina del barcamp, qui l’evento su Facebook :-)

Invitiamo al coworking l’assessore per le politiche del lavoro del Comune di Milano.


coworking europe 2011: 10 points for the gov.t

Alla conferenza di Berlino abbiamo visto la lettera del governo tedesco che chiedeva alla coworking community internazionale riunita per l’occasione, le 10 cose che servono al movimento del coworking per svilupparsi.

Mentre partecipavamo alla sessione di lavoro per scrivere la risposta, ci chiedevamo che cosa mancasse all’Italia per essere così presente, così attiva nell’ascolto.

Forse siamo ingenui, ma non ci rassegnamo alla mancanza di interlocutori, a un coinvolgimento più importante.

E così è nata l’idea di chiedere a chi amministra la città di Milano una cosa sola, ma non meno importante delle 10 del governo tedesco.

Chiediamo che l’assessore e/o qualcuno del municipio venga una volta, o magari regolarmente, a lavorare in un coworking.

Milano è la città che ha fatto nascere il progetto Cowo, e lo rappresenta magnificamente con ben 14 spazi di coworking, su 58 in tutta Italia.

Una realtà unica al mondo e ormai nota a livello globale, che ha appena riscosso il sonoro, continuativo e affettuoso applauso della Coworking Conference di Berlino, oltre 2o0 persone da tutta Europa, dagli USA e dalla Cina.

Tutto questo è nato a Milano, al Cowo di Via Ventura, che continua ad essere un riferimento per la community, non solo italiana.

Ecco quindi il testo della mail scritta stamattina all’assessore alle politiche del lavoro di Milano, Cristina Tajani, con cui la invitiamo a passare qualche ora tra noi.

buongiorno assessore,

mi chiamo massimo carraro e sono il fondatore – insieme a laura coppola, in copia – di un progetto di coworking nato a milano 4 anni fa e sviluppatosi poi in 39 città, con 58 spazi.

ho avuto notizia da dario banfi – autore del libro “vita da freelance”, anch’egli in copia – del suo interesse per il coworking, e ho pensato che forse è giunto il momento di presentarmi :-)

questa mail non è una richiesta di fondi né di assistenza di alcun genere, ciò che chiede è qualcosa di infinitamente più prezioso. 

ma prima due righe di presentazione della nostra realtà, che si chiama cowo.

cowo nasce sull’esempio degli spazi di lavoro condiviso nati in california nel 2005, da cui abbiamo tratto ispirazione online.
il 1° aprile 2008 abbiamo lanciato, attraverso un semplice blog, l’idea di condividere il nostro ufficio di via ventura (quartiere lambrate), a condizioni sostenibili (200 euro/mese una postazione di lavoro tutto compreso, con wi-fi bello pimpante e caffè gratis).

le postazioni erano (e sono) 7, la sede di lavoro è anche quella della mia società, che si occupa di comunicazione.

la risposta è stata immediata, ed è piano piano cresciuta nel tempo.

da parte nostra, non abbiamo inseguito il dio del profitto, ma – pur facendo attenzione al lato economico della faccenda – abbiamo sempre privilegiato le relazioni, in quanto pensiamo che nella società di oggi la rete di rapporti sia la cosa più importante, e noi la mettiamo prima del profitto, in ogni cosa che facciamo.

l’anno successivo, stimolati dalle molte telefonate ricevute, abbiamo messo online un altro blog: questa volta offrendo il nostro know-how a tutti coloro che volevano aprire uno spazio di coworking nel loro ufficio, nella loro città. 

compresi nel kit: knowledge-base legale/fiscale/amministrativa, spazio sulla piattaforma web, moduli di contratto a norma di legge, attività di comunicazione. 

fee richiesto: euro 250/anno, senza altre revenue o percentuali.

da allora abbiamo portato 58 realtà in tutta italia ad aprire il proprio spazio professionale (studio, società, azienda) al coworking. 

in altre parole, si sono formati 58 luoghi dove un giovane o una start-up a inizio attività possano avere un luogo di lavoro a prezzo sostenibile e – soprattutto – in un ambiente collaborativo.

sono orgoglioso di dire – e lo dico tutte le volte che posso, quando mi trovo in giro per convegni – che la città di milano è la capofila di questo bel progetto, con 14 spazi attivi.

tra le cose che non posso non raccontarle, c’è il coworking camp nazionale, svoltosi nel 2010 e 2011, sempre qui a milano, l’iniziativa “free coworking week” durante la settimana del fuorisalone, la piattaforma di navigazione “cowo wi-fi“, che permette una navigazione stabile, sicura, legale a tutti coloro che si trovano al cowo ed anche fuori, funzionando, di fatto, da hot spot pubblico.

tutto questo è stato fatto di nostra iniziativa, con le nostre risorse, investendo una montagna di giornate (e nottate) di lavoro, e cercando di non cambiare mai la linea di sostenibilità e collaboratività che abbiamo scelto fin dall’inizio. 

le entrate economiche del progetto sono basse e non compensano il lavoro, ma la rete di relazioni creatasi è ormai globale, con centinaia di contatti che si incrociano senza sosta tra i nostri spazi fisici e le varie communities online che si sono via via create (noi stessi gestiamo una presenza costante su 9 social network).

ma vengo alla mia richesta :-)

vorrei che lei venisse a lavorare una giornata al coworking.

mi sento di chiederglielo perché mi pare di aver capito, con sollievo, che questa amministrazione si distinguerà per la partecipazione e l’ascolto.

penso che il coworking sia una cosa da ascoltare, e non si può ascoltarla da lontano, o rimanendo chiusi nelle sedi istituzionali.

sarà un piacere presentarle i professionisti che popolano il nostro spazio (tra essi architetti, un ingegnere, professionisti del web, consulenti, progettisti)… e penso che potrebbe anche piacerle l’aria positiva, di sana voglia di costruire che si respira qui dentro.

rimango a sua disposizione ai n. 02/21.51.581 e 334/89.36.110, oltre che a questa mail.

un cordiale saluto e grazie per la sua preziosa attenzione.

massimo carraro

ps- qualche link utile:

Massimo Carraro + Carsten Foertsch. An interview @ Coworking Europe 2011.

Courtesy of Awt.tv – Agence Wallonne des Télécommunications, we’re happy to share the interview to Cowo founder Massimo Carraro regarding the network and the coworking perspectives in Europe, and to journalist Carsten Foertsch of Deskmag, about the evolution of coworking ant the recent coworking survey.

The interview was given on nov. 4, at the Coworking Conference in Berlin. Enjoy!