Per chi lavora in Agosto, questi gli spazi di Coworking aperti tutta l’estate, in tutta Italia e Canton Ticino.

Coworking Aperti Agosto in tutta Italia

Come ogni anno, arriva Agosto, e puntualmente gli spazi a disposizione della professional community iniziano a scarseggiare.

Come ogni anno, siamo lieti di condividere la directory generale degli spazi di Coworking aperti in Agosto, in Italia e Canton Ticino.

E grazie, a nome di tutti i professionisti, a quelle community che si orgnaizzano in modo da poter erogare il servizio tutto il mese, senza interruzioni :-)

Spazi Coworking Aperti tutto Agosto 2018:


CANTON TICINO – LUGANO

CANTON TICINO – MENDRISIO

MILANO E PROVINCIA

BERGAMO – TREVIGLIO

TORINO

SAVONA

IMPERIA – SANREMO

VENEZIA – MESTRE

BOLOGNA

RAVENNA – CERVIA

FIRENZE – RIFREDI

SIENA – MONTEPULCIANO

PESARO URBINO – GABICCE MARE

Spazi Coworking chiusi 13/17 Agosto:


MILANO

MANTOVA – PORTO MANTOVANO

NOVARA

VENEZIA – MESTRE

UDINE

CESENA

AREZZO

PESARO

Spazi Coworking chiusi 13/24 Agosto:


MILANO

PORDENONE – CORDENONS

MODENA

ROMA E PROVINCIA

Spazi Coworking chiusi 6/24 Agosto:


MILANO

PORDENONE – ZOPPOLA

Spazi Coworking chiusi 6/30 Agosto:


MILANO – LIMITO DI PIOLTELLO


VARESE – SARONNO

Parte la formazione Lego® Serious Play® per Coworking Manager. Intervista a Davide Proverbio.

Formazione Lego Seriuos Play per Coworking Cowo
E’ grazie alla collaborazione con i Cowo® Manager di Coworking Lugano Nord, i mitici Davide Proverbio e Stefano Dell’Orto, che possiamo annunciare, con una certa emozione, un’attività di formazione che non abbiamo mai sperimentato prima, e che pensiamo costituisca una pratica decisamente innovativa per il nostro piccolo-grande mondo del Coworking Cowo®.

Ci riferiamo alla metodologia Lego® Serious Play® applicata al Coworking.

Per chi non conoscesse questo tipo di formazione, si tratta di un approccio estremamente interessante, in grado di coniugare gli aspetti ludici – dimensione in cui si sospende ogni giudizio – a quelli professionali.

In pratica, grazie all’utilizzo dei mitici mattoncini Lego®, si svolge una sessione di orientamento e approfondimento rispetto a un dato tema professionale.

Per la prima volta, questo tipo di formazione verrà applicato al Coworking Cowo®.

Questa attività, svolta nell’ambito di piccoli gruppi (10 persone) alla presenza di un esperto facilitatore – e qui noi potremo avere i bravissimi Davide e Stefano – porta a una visione delle problematiche del tutto nuova, con un approccio in grado di far emergere soluzioni inaspettate e creative.Davide Proverbio Coworking Lugano Nord

Non vediamo l’ora di metterci in gioco con questo particolare approccio formativo, inseme a quei Cowo® Manager che vorranno dedicare un sabato mattina a “pensare con le mani” a ciò che il Coworking può rappresentare, dove può migliorare, come può essere proposto.

Sentiamo molto vicino ai nostri Cowo® il concetto alla base della filosofia Lego® Serious Play® – appunto “pensare con le mani”…

Anche nei Coworking della nostra Rete si pensa molto con le mani, le mani di tutti coloro che partecipano e vivono gli spazi, evolvendoli.

Il workshop vedrà impegnato i Cowo® Manager di Rete Cowo® nell’ambito della mattinata di sabato 29 settembre, a Milano.

Sarà certamente molto interessante e – soprattutto – molto divertente capire attraverso il mondo Lego® Serious Play® come potremo migliorare le nostre proposte di Coworking sui singoli territori.

Ed ora passiamo senz’altro la parola a Davide Proverbio, formatore certificato Lego® Serious Play® per farci raccontare il suo punto di vista sul progetto!

COWO® – Davide, tu che sei un Lego® Serious Play® trainer, vuoi raccontarci in breve di cosa si tratta?

DAVIDE PROVERBIO – Platone diceva:

Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione

Il “gioco serio” Lego® è una metodologia di formazione aziendale e teambuilding che ha lo scopo di facilitare i processi decisionali e di problem solving attraverso il miglioramento della comunicazione e il potenziamento del pensiero creativo.

Nasce a metà degli anni 90 grazie a Johan Roos e Bart Victor, due professori dell’International Institute for Management Development (IMD) in Svizzera.

Basa la sua parte “seria” sui fondamenti concettuali del costruttivismo (Jean Piaget, 1951) e del costruzionismo (Seymour Papert, 1991) mentre la parte più “giocosa” sull’essenza stessa dei mattoncini colorati, sulla loro possibilità di assumere qualsivoglia forma o di dare concretezza a qualsiasi concetto astratto.

Durante i workshop Lego® Serious Play® i partecipanti hanno la possibilità di tornare un pò bambini pur concentrandosi su tematiche proprie di persone adulte.

COWO® – Sembra una cosa molto divertente: È così anche per te?

DAVIDE PROVERBIO – Diciamo che è un divertimento impegnativo…

Se ci riflettiamo un attimo non è niente di differente da quando eravamo bambini.

Anche allora non esistevano giochi facili: qualsiasi attività ludica era sempre accompagnata da un totale coinvolgimento e da una profonda immedesimazione nei personaggi e nella storia; l’impegno era sempre al massimo, nessuno giocava tanto per giocare tant’è vero che chi rimaneva escluso dal gioco non la prendeva come un favore o un atto di altruismo ma come un affronto e un’ingiustizia.

Alla fine del gioco la stanchezza prendeva il sopravvento; la merenda e un pisolino erano necessari per riprendere le forze.

Da adulti cambia poco, giusto il pisolino e la merenda.

Il feedback più frequente che riceviamo dai partecipanti alla fine di un workshop LSP è che il gioco ha reso più efficace ed efficiente il raggiungimento degli obiettivi ma che comunque alla fine si sente la fatica del “divertimento serio”.

Per chi come me si occupa di gestire o meglio facilitare il gioco serio, l’emozione più ricorrente non è propriamente il divertimento bensì la sorpresa e la meraviglia che suscitano l’osservare l’energia profusa dai partecipanti quando sono intenti a dare forma alle loro idee nonché  la varietà di contributi e soluzioni che difficilmente riscontro utilizzando differenti strumenti di formazione e teambuilding.

COWO® – Che tipo di accoglienza ha questo metodo formativo, quando insieme al tuo collega Stefano Dell’Orto lo portate nelle aziende nell’ambito della vostra attività professionale?

DAVIDE PROVERBIO – Rispetto a qualche anno fa, quando abbiamo iniziato a proporre la metodologia, ora Lego® Serious Play® è conosciuta dalle aziende e questo ci facilita quando ne proponiamo l’utilizzo.

Sono molte infatti le organizzazioni che hanno utilizzato o che hanno sentito parlare della metodologia, ne conoscono i benefici e le potenzialità nonché la capacità dello strumento di agire su differenti livelli dai più creativi a quelli più pratici e concreti.

Inoltre le aziende con cui collaboriamo entrano nel processo di progettazione e scelgono con noi le domande-sfida più funzionali agli obiettivi formativi, produttivi, decisionali o di teambuilding questo rende il percorso ancor più coinvolgente e pratico.

COWO® – Ora ci piacerebbe capire qual è stato il punto di collegamento tra questa bellissima metodologia e il Coworking.

Quando e come ti è venuta in mente l’idea di applicare il “gioco serio” di Lego al Cowo®?

DAVIDE PROVERBIO – L’idea di applicare la metodologia al Coworking è di fatto scaturita in maniera quasi naturale proprio per la vicinanza che hanno le due realtà.

Tutto ruota attorno alla parola condivisione: concetto d’ispirazione che accomuna Lego® Serious Play® e Cowo® e che costituisce anche la filosofia portante che caratterizza maggiorente il fenomeno della sharing economy.

Il metodo Lego® Serious Play® parte dalla costruzione di modelli individuali a seguito di precise domande-sfida attorno ad un argomento scelto dal facilitatore, per poi arrivare alla costruzione di un modello condiviso.

Ad esempio, il facilitatore chiede ad ogni singolo partecipante di costruire con i Lego un modellino che rappresenti “la sfida più importante che sta affrontando la sua azienda” (oppure la mission, la vision, un particolare problema, servizio, prodotto o altro ancora).

Terminata questa fase il facilitatore chiede di costruire un modello comune a tutti i partecipanti derivante dall’unione dei singoli modelli e che rappresenti l’idea che il team ha del concetto di “sfida più importante che sta affrontando l’azienda”.

La sfida nella sfida è che tutti i partecipanti devono ritrovarsi, sia a livello concettuale che di costruzione, nel modello comune.

In sintesi, non deve essere il modello di uno o di pochi ma il modello di tutti.

Si arriva a questo obiettivo finale attraverso un processo di storytelling: racconto il mio singolo modellino affinchè tutti ne capiscano il significato e tutti possano poi verificare quanto sia rappresentato nel modello comune.

Questo processo di sharing, di conoscenza reciproca, di messa a fattor comune di idee e di competenze è anche l’aspetto che maggiormente rappresenta il coworking.

Anche in questo caso si parte dall’individuo che, interagendo con altri ospiti del coworking, racconta ed esplicita la propria storia fatta di esperienze, lavori, relazioni, saperi, sfide, difficoltà e successi e così facendo mette il suo mattoncino nella costruzione della comunità del coworking.

Per questo motivo il Coworking così come Lego® Serious Play® è un enorme laboratorio di Storytelling dove le storie delle singole persone si intrecciano per diventare una storia condivisa.

COWO® – Per quale motivo ritieni che il metodo LSP sia adatto ai Cowo® Manager?

DAVIDE PROVERBIO – Ritengo che il metodo Lego® Serious Play® possa essere utile e interessante su due livelli.

In primo luogo può essere utile alla dimensione istituzionale e strategica del mondo Cowo®.

Si può, per esempio, chiedere ai manager di costruire la Vision condivisa, i valori, gli obiettivi della comunità Cowo, chiedere a loro un contributo creativo sui servizi , le sfide, o anche avere dei feedback sui servizi offerti dall’organizzazione.

In secondo luogo, può essere utile ai singoli manager per conoscersi meglio, ascoltare le storie dei colleghi, mettere a fattor comune idee, contributi o best practice.

Il tutto lavorando insieme con i mattoncini più famosi del mondo, nel posto più adatto alla condivisione e alla relazione: il Coworking.

Davide Proverbio Coworking Cowo Lugano Nord

Un giorno al Coworking di Savona. Un Cowo vicino ai professionisti, ma anche… al mare.

Porto di Savona

Oggi per la nostra attività #MyCoworkingDay ci ritroviamo vicino al mare.

Data la stagione, non ci dispiace per nulla e… dopo aver conosciuto la Coworking Community di Savona Centro, ci saranno ancora più motivi di soddisfazione.

Ma una cosa per volta: la parola a Cristina, Cowo® Ambassador ancora una volta in viaggio alla scoperta dei Coworking d’Italia!

Oggi mi trovo a Savona, il mare è quello Ligure e la città è di quelle in cui, passeggiando sotto i portici, percepisci sia l’odore della distesa blu, sia il volto più rilassato di chi sa di avere la bellezza della natura a pochi passi.

Lo spazio Coworking di Savona Centro si trova vicinissimo al mare ma anche alla stazione, ai negozi, alla piazza principale, insomma: in centro.

Già prima di arrivarci ho come l’impressione che sarà una bella giornata.

Ad aspettarmi c’è Italo che, di fronte al mio consueto ritardo e al fatto che inizialmente non trovi l’indirizzo giusto (si trova in Via Paleocapa 21/A ma non è accanto al civico 21, bensì separato da una piccola strada)  mi risponde con un accogliente:

“Non ti preoccupare, ti aspettiamo e non vediamo l’ora di averti tra noi”.

E accoglienza è e sarà la parola d’ordine dal momento in cui esco dall’ascensore, per tutta la giornata.

Appena entrata, resto colpita dall’atrio dove ci trovo un divano, un bellissimo quadro e una bacheca con informazioni sul Coworking, ma anche volantini e manifesti su ciò che accade in città.

Questo Coworking mi si presenta con caratteristiche speciali: un palazzo d’epoca, stanze ampie, soffitti alti.

L’iconografia del Coworking lo descrive spesso in ambiente metropolitano, magari ex-industriale… a Savona nulla di tutto questo.

Ci troviamo infatti in un edificio storico, con grandi ambienti comunicanti tra di loro, e con presenza di un bel corridoio pieno di libri (sì, qui si fa bookcrossing!).

Punto di arrivo dell’alloggio sono due grandi sale in fondo, con addirittura il camino.

Ed è proprio in una di queste che oggi il Cowo® Savona Centro  ospita un corso di Sicurezza sul lavoro, a beneficio di alcuni funzionari di una banca locale.

coworking Savona

Ma ogni stanza ha qualcosa da raccontare e persone da cui “rubare” storie.

Nella prima, incontro Luca e Alexander – geometra il primo e tecnico informatico il secondo – insieme a Maria Pizzamiglio, che è tra i soci fondatori dello spazio Coworking.

Maria è di Finale Ligure, e subito ci mettiamo a chiacchierare sul suo lavoro, su dove vive, sulle scelte della vita.

coworking savona

È uno di quei momenti in cui sai che hai un lavoro da finire, tanti impegni che ti pressano dall’agenda, ma parlare con gli altri ti regala ossigeno… la sensazione è che la vita è qualcosa di più che lavorare dietro un computer.

E per un freelance, preso da mille scadenze e impegni, asdcoltare le storie degli altri è un toccasana.

Specie se, come me, fai il giornalista.

Italo è, invece, il mio cicerone della giornata… è lui che mi racconta quanto succede al Coworking durante l’anno.

Organizziamo corsi di yoga ma anche cene medievali, ci divertiamo perché c’è un sacco di gente.

coworking savona

E questa è in effetti la cosa che mi colpisce di questo Coworking: la varietà delle persone e delle professionalità.

Oltre ad Architetti e Designer, incontro poi anche Deborah, di professione grafologa.

Ne resto letteralmente affascinata.

Lavora principalmente con i bambini, con i quali svolge attività di rieducazione; si occupa inoltre di perizie per i tribunali. Mi dice:

Ho scelto il coworking perché cercavo una soluzione che non fosse impegnativa come un ufficio.

Ho conosciuto questo spazio qualche anno prima perché sono venuta per una consulenza e ho scoperto che per me era la soluzione adatta.

In effetti siamo in una stanza piena di colore e di luce:

Il posto ideale per i bambini. Spesso le mie attività di rieducazione prevedono che i bambini reimparino la manualità, il gesto della scrittura ed è importante che l’ambiente favorisca tutto questo. Devo dire che loro sono sempre molto a loro agio qui.

Stanza che, a giorni alterni, Deborah divide con Roberta, psicologa che lavora con l’arteterapia (e infatti i colori qui la fanno da padrone).

Poco più in là, nella stanza dove lavoriamo io e Italo, conosco anche Simona e Francesca: con loro parlerò più tardi perché ora devo concentrarmi sul lavoro qualche ora.

Il posto è tranquillo e, oltre ad avere tanto spazio, il fatto di essere in stanze separate, con massimo 4 persone, aiuta a concentrarsi.

In caso si voglia poi fare una pausa insieme, il divano all’ingresso e la cucina con torte e succhi di frutta sono un buon motivo (e una piccola tentazione!) per lasciare la scrivania.

coworking savona

Al momento del pranzo, in una piazzetta carinissima di Savona, ho modo di approfondire la mia conoscenza con Italo e Fabio.

Il primo, sempre tra i confondatori dell’associazione Co.Sa, di mestiere fa lo sviluppatore e lavora da remoto per un’azienda di Rapallo.

Scopro che non ha sempre vissuto in Liguria, ma è stato anche a Milano e che alla fine ha scelto di vivere in campagna e di fare ogni mattina la spola tra casa sua e Savona.

Vuoi mettere? Ho un posto dove posso staccare da tutto, posso coltivare delle cose e soprattutto la vista è splendida!

Fabio invece è pugliese, originario della provincia di Barletta, ma ha vissuto ad Alessandria dai suoi zii finché non ha deciso di trasferirsi in Liguria.

Ma i suoi cambiamenti non finiscono qui: fino a gennaio era dipendente, dopodiché ha deciso di mettersi in proprio.

Cosa fa? Il programmatore, ma non pensate a qualcuno chino sul computer tutto il giorno, proprio no!

Trasorriamo la pausa pranzo parlando di un sacco di cose: una siciliana e un pugliese in Liguria non possono che parlare… del Sud, ma poi passiamo a raccontarci della sfera lavorativa, e di quanto sia sfidante passare dall’essere dipendente al lavoro in proprio.

Su questo, l’ho anticipato solo di qualche mese, ecco perché mi sento di dargli qualche consiglio.

Il pomeriggio passa tra lavoro e qualche selfie (non ne siamo molto capaci a dire il vero), finché non scappo per prendere il treno verso Finale Ligure.

La stazione è vicina, quindi spostarsi negli altri comuni non è un problema.

coworking savona

E Finale, il giorno dopo, sarà la dimostrazione che il mondo è più piccolo di quanto crediamo: passeggiando incontro Maria.

Ci salutiamo, parliamo della sagra dove vorrei andare la sera e lei mi dà qualche consiglio.

Se dovessi scegliere in assoluto un motivo per lavorare in un Coworking, questo che ho provato al Cowo® di Savona sarebbe al di sopra di tutto: la sensazione di non sentirti mai solo, e di trovare sempre quello che cerchi.

Vi pare poco?

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