3 domande su “Coworking e Istituzioni” a Cristina Tajani, Assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano.

L’appuntamento del 30/9  a Milano per l’evento CowoShare “CowoShare su “Coworking e Istituzioni” si avvicina.
Nell’attesa, proseguiamo con le interviste che ci aiutano ad entrare in tema e a conoscere meglio i relatori con cui dialogheremo.
Oggi abbiamo rivolte le nostre consuete 3 domande a una delle persone che – nell’Amministrazione Pubblica – hanno meglio interpretato il Coworking nella sua prospettiva di “nuovo luogo di lavoro”, in grado di dare nuova linfa ai territori e – nella fattispecie – alla città di Milano: Cristina Tajani, Assessore alle politiche del lavoro, attività produttive, commercio e risorse umane del Comune di Milano
Ringraziamo l’Assessore per la sua disponibilità, e ricordiamo che l’ingresso al CowoShare è libero, ma è indispensabile la registrazione.

Assessore Comune di Milano Cristina Tajani

1 – Coworking e Istituzioni: cosa è cambiato e cosa sta cambiando a Milano?

Da quando abbiamo iniziato il lavoro con la precedente amministrazione comunale, abbiamo sempre ritenuto il lavoro in costante evoluzione.

Per questo abbiamo cercato di valorizzare le forme del lavoro che cambia.

Il Coworking è espressione di questo cambiamento, dove il valore del lavoro è dato dalla relazione, e si svincola dal concetto di “luogo fisso”.

L’attenzione del Comune, in tutto questo, è stata incentrata innanzitutto nel non creare iniziative in concorrenza con l’esistente, e in secondo luogo  nello sviluppare un sistema di incentivi che aiutasse questa modalità ad affermarsi e consolidarsi.

Questi provvedimenti, che sono iniziati nel 2013, hanno visto l’attuazione di una doppia misura.

Da un lato, la creazione di un Elenco qualificato dei fornitori di servizi di Coworking – registro degli spazi riconosciuti dal Comune di Milano che certifica l’offerta presente sul territorio.

Dall’altro, l’istituzione di voucher per gli utilizzatori, che hanno potuto godere – nel 2013 e nel 2015 – di un rimborso da parte del Comune per il 50% dei costi sostenuti per l’utilizzo di spazi di Coworking, fino a 1.500 Euro all’anno.

Infine, mi pare utile ricordare che lo scorso Agosto sono stati approvati i bandi di supporto agli spazi di Coworking, FabLab e Maker Space di Milano, con misure incentivanti, sia per gli spazi ancora non accreditati nell’elenco ufficiale del Comune, sia per quelli che già lo sono, pari a un totale di circa 370.000 Euro.

Questo rinnova e conferma, dopo i fondi già erogati negli anni 2013 (Euro 122.598) e 2015 (Euro 567.566), l’impegno – anche concreto, in termini di risorse economiche – del Comune di Milano a supportare l’ecosistema del nuovi luoghi di lavoro.

2 – Perché il Comune di Milano si occupa di Coworking?

Come Amministrazione, dobbiamo non solo tradurre, ma anche prefigurare i cambiamenti.

Siamo attivi in questo senso da oltre 6 anni, cercando di captare i  segnali di cambiamento e di amplificarli... anche questo è il ruolo dell’Amministrazione comunale.

In questa ottica, abbiamo lanciato quattro anni fa la giornata del Lavoro Agile: una iniziativa, promossa dal Comune e rivolta a tutto l’ecosistema professionale milanese, volta a consentire a dipendenti e collaboratori, di lavorare “in remoto” per una giornata.

La scelta del “dove svolgere il proprio lavoro” viene lasciata ai soggetti coinvolti, ma il Comune ha sensibilizzato aziende e operatori professionali rispetto all’opzione Coworking.

Grazie a questo progetto, uno degli output positivi che si sono registrati è stato l’aumento dell’utilizzo di spazi di Coworking da parte delle Aziende, che in molti casi non conoscevano tale possibilità.

Il “Lavoro Agile” promosso dal Comune di Milano ha avuto un crescente riscontro, con soddisfazione di tutti i soggetti coinvolti, anno dopo anno, al punto che quest’anno (2017) la giornata ha potuto estendersi a una settimana, e l’iniziativa allargarsi anche alla Città Metropolitana di Milano e in taluni casi anche al resto d’Italia.

Sempre di più è riconosciuto, da parte di chi si è attivato su questi fronti, che si può essere produttivi al 100% anche senza essere fisicamente presenti sul luogo di lavoro, per prediligere scelte più sostenibili dal punto di vista della qualità della vita (più vicino a casa, minori temi di percorrenza, minor utilizzo dell’auto, minor inquinamento, più tempo per la famiglia e gli interessi personali).

Dal punto dei datori di lavoro si è verificato, dati alla mano, che la produttività non ne risente minimamente, anzi, il rendimento di chi pratica il Lavoro Agile è migliore.

3 – Il lavoro del Comune di Milano in tema di Lavoro Agile, Smart Working e Coworking può essere un esempio per il resto d’Italia, o è qualcosa di circoscritto alla realtà milanese?

Siamo consapevoli del ruolo che una città come Milano può avere nel panorama nazionale.

In questo senso, cerchiamo di mettere a punto progetti e pratiche che possano – nel caso – venir ripresi anche da altre Amministrazioni, con le quali intratteniamo rapporti di collaborazione e reciproco supporto.

Abbiamo potuto constatare come le idee più valide che nascono a Milano trovino a volte interesse e applicazioni locali anche altrove; abbiamo appunto parlato del Lavoro Agile, estesosi anche oltre Milano, e così è anche per altre attività e progetti dell’Amministrazione.

Il 30/9, Cristina Tajani ci parlerà di:
LAVORO AGILE A MILANO
E NON SOLO:
PERCHÉ ISTITUZIONI E AZIENDE
GUARDANO AL COWORKING

Rete Cowo® ti aspetta:
Evento “COWORKING E ISTITUZIONI”
Milano -30 settembre 2017 – h 10.00/13.00
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CowoShare Coworking e Istituzioni a Milano by Rete Cowo

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