L’Osservatorio Cowo sul coworking. Per studiare quel pezzo di società che ha deciso di smettere di lavorare da sola.

Programma di Ricerca sul Coworking. l'Osservatorio Permanente CowoIl coworking non sta fermo un minuto. Come la realtà.

Diceva Gaber:

“La realtà è un uccello che non ha memoria, devi immaginare da che parte va”

Abbiamo capito subito, nel momento in cui l’abbiamo pensato, e subito dopo realizzato, che il coworking era un animale inquieto, e perciò bellissimo.

Un concetto che si evolveva, cambiava, man mano che qualcuno si avvicinava.

Come se chiunque, con il proprio tocco, potesse renderlo diverso. E quindi ripresentarlo agli altri, con qualcosa in più.

“Cowo è una piattaforma dove far succedere cose”

Così recita una delle prime presentazioni Cowo, datata 2009, e infatti ne succedono, di cose, nei Cowo.

Cose sempre diverse, sempre molto, molto interessanti.

Cose che cambiano il coworking, e – soprattutto – cambiano le persone.

Persone che formano piccole community professionali, in grado di trasmettere cambiamento ad altri. Un processo che Cowo aiuta, con la comunicazione online e le informazioni condivise.

E così il coworking si evolve. Cambia.

  • Cambia per il numero di attori: tempo fa eravamo soli, poi col tempo sono comparsi altri amici con cui dividere il cammino: diversi da noi, e per questo stimolanti.
  • Cambia la quantità di affiliati al progetto Cowo, che lo scelgono in una delle due opzioni di affiliazione disponibili.
    Non siamo più pochi, e nemmeno poche decine.
    Siamo quasi 100 coworking, un numero che è a dirlo colpisce, specie se pensiamo che nessuno ha mai fatto attività di tipo commerciale, né pubblicità, per trovare affiliati alla rete.
  • Cambia lo scenario generale: “coworking” è una parola ormai non più completamente sconosciuta, e a volte usata in modi non chiari, o lontani da come siamo abituati a intenderla, tanto che Cowo ha sentito il bisogno di scrivere un manifesto per fissare alcuni concetti.
  • Cambiano le condizioni in cui lavoriamo, anche se in fondo non molto: il team Cowo si è articolato in un piccolo gruppo, anche se siamo rimasti fedeli all’impostazione che ci vede rimanere impegnati nei nostri ambiti lavorativi, extra-Cowo.
  • Cambiano gli strumenti e la proposta: oggi, grazie all’ecommerce CowoPass, siamo in grado di proporre pacchetti di giornate a costo parificato in tutta Italia, e di ospitare lo stesso coworker in Cowo diversi, senza che questi debba comprare più di un singolo pacchetto, valido ovunque.

E poi, naturalmente, c’è l’evoluzione specifica e localizzata dei vari Cowo, in tutta Italia, alcuni dei quali sono attivi da parecchi anni.

92 spazi Cowo in tutta Italia, 92 community, 92 declinazioni diverse del coworking: unico nella matrice (ancora una volta, il manifesto), ma aperto all’interpretazione delle diverse strutture, delle diverse attività economiche che lo ospitano, dei diversi territori in cui il Cowo attecchisce, da Belluno a Catania, passando per Gallarate, La Spezia, Jesi, Terni, Lecce, oltre che Milano e Roma.

Siamo tanti e siamo diversi.

Per tutti questi motivi – e per altri ancora che troverete all’interno della presentazione – abbiamo deciso di investire delle risorse in un progetto ambizioso di Osservatorio Permanente del Coworking, focalizzando la nostra analisi sulle realtà che ospitano i coworking Cowo.

Siamo entusiasti di aver creato una piattaforma di relazione comune a commercialisti e registi, a società e a studi, a imprenditori autonomi e a medie aziende.

Donne e uomini di ogni età, che hanno scelto il nostro logo rosso e quella parola un po’ strana – coworking – che promette più relazioni che profitti, e forse per questa sua onestà, si fa capire meglio di altre.

L’Osservatorio Permanente Cowo sul coworking sarà lo sguardo scientifico, sociologico, su questo pezzo di società che ha deciso di aprirsi a un nuovo modo di lavorare.

Il lavoro è iniziato già da qualche mese, le interviste sono molte, l’analisi – a cura di Ivana Pais e del suo team, che ancora una volta ringraziamo per la collaborazione – impegnativa e complessa.

Contiamo di presentare la prima ricerca entro l’anno.

Buon lavoro a tutti.

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