Pordenone, coworking tra privato e pubblico, coworkerstore. Gianni Barbon a #pnfacile.

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Gianni Barbon è dal 2010 l’anima di Cowo Pordenone/Cordenons, in cui ha da subito iniziato a formare un team di coworker, che oggi costituisce una bella comunità trasversale, con particolare attenzione ai giovani (nel suo Cowo chi ha meno di trent’anni e un’idea non paga).

In città si è da poco svolto #PnFacile, una serie di iniziative volte a migliorare la vita in città attraverso il contatto diretto con i cittadini. L’apporto di Gianni è nel video qui sopra. Ne approfittiamo per fargli qualche domanda.

Cowo: Gianni, cos’è #pnfacile?

Gianni Barbon: E’ l’elaborazione condivisa del nuovo PRG di Pordenone, facilitata da strumenti web e da incontri con gruppi di lavoro aperti. E’ basata su 5 assi: Sostenibilità, Mobilità, Accoglienza, Resilienza, Trasparenza. Acronimo: SMART.

Cowo: Il tuo intervento si intitola “Coworking: dal privato al pubblico”. Come hai maturato questa idea di percorso?

G. B.: Perchè c’è una promessa politica da parte della nuova amministrazione comunale in merito al coworking pubblico, in attesa di attuazione.

Cowo: Molte città stanno considerando dei coworking pubblici. Pensi che Pordenone sarà tra queste?

G. B.: Stiamo spingendo in questa direzione, i luoghi per farlo ci sono e gli attori principali sono stati coinvolti. Importante è anche alimentare la cultura del coworking e, in un dialogo continuo con la città, lo stiamo facendo da tempo.

Cowo:  Coworking privato e coworking pubblico sono per te antitetici o fanno parte dello stesso sistema?

G. B.: Se tutti amano mangiare la pastaciutta, anche il più piccolo pastificio avrà da lavorare. L’importante che la cultura della contaminazione nei Cowo sia pubblica e anche “POP”.

Cowo: Infine: sei coinvolto con Cowo e relativo progetto di rete da oltre due anni: dal tuo osservatorio, ti sembra di vedere un’evoluzione nello “scenario coworking”?

G. B.: A Pordenone 1xcoworkerstore ha aperto un’altro scenario che ha messo il “Fare” dentro il coworking. In generale noto che il coworking sta diventando un movimento in Italia, dove si cercano di unire i punti tra i vari Cowo, per mettere in rete le idee e le risorse. Mi piace pensare che questo sia l’inizio di una nuova visione in cui le nostre scrivanie siano collocate in un grande open-space realizzato virtualmente e fisicamente da tutti i nostri Cowo.

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