Dopo Parigi: la terza Conferenza Europea del Coworking in una parola.

Mattia Sullini reports, come direbbe il New York Times ;-)

Coworking Europe Paris 2012

Il gioco è questo: trovare una parola chiave che riesca a riassumere lo spirito di ciascuna edizione della Coworking Europe.
Nel 2010 a Bruxelles la parola è stata condivisione.
Nel 2011 a Berlino è stata comunità. Nel 2012 a Parigi… beh, è dura.

Forse la parola che stava in testa a Jean-Yves Huwart, che l’ha organizzata, era maturità.

O magari business.

Gli interventi in programma per il primo dei tre giorni, infatti, sono stati dispeaker che hanno trattato casi in cui il coworking è stato integrato in una strategia più ampia, ma… così ampia da riproporre la domanda, ormai classica:

“Cos’è il coworking?”

…domanda alla quale Cowo, dal 2008,  risponde in modo chiaro, privilegiando le relazioni sulle dotazioni, sulle sale riunioni o sulle modalità di accesso.

Ma se ognuno fa a modo proprio… forse è prematuro parlare di maturità.

Allora la parola chiave del 2012 potrebbe essere normalizzazione, nel senso di ricerca di una definizione comune ed ufficiale di coworking (comunque qui c’è quella di Wikipedia, se serve).

Il momento migliore per definirla poteva essere il secondo giorno, quando il programma della conferenza è diventato liquido e le discussioni si sono distribuite su 30 temi diversi, proposti dai partecipanti e discussi simultaneamente.

In realtà, si è parlato fondamentalmente di necessità spicciole e puntuali per la gestione degli spazi, nessuno si è sognato di chiedersi “cos’è il coworking”.

Niente, neanche normalizzazione può essere la parola chiave.

Il terzo giorno ha avuto un programma diviso in due momenti: workshop a tema + tour degli spazi parigini.

Verrebbe spontaneo, ora, ipotizzare varietà, come parola chiave… i tour hanno infatti mostrato una grande eterogeneità di spazi; per dimensioni, aspetto, vocazione.

Allora, va bene varietà?
Pensandoci meglio, dal concetto manca quell’elemento unificante che indubbiamente si respira in tutti gli spazi visitati… e quindi?

Quindi dovremmo individuare qualcosa che allo stesso tempo renda conto dei millemila modi in cui si stanno sviluppando i molti progetti di coworking, che tenga conto però anche di una sicura familiarità.

Ok, forse potremmo esserci: che ve ne sembra di… evoluzione?

Mattia Sullini: Cowo, Combo, FabLabMattia Sullini, è CowoManager dal 2009 e presidente del FabLab Firenze.

Fondatore dello spazio di coworking 22|A22, sta ora scaldando i motori di COMBO Open Project, sistema modulare di servizi per la sinergia tra professioni diverse, con focus sugli autoproduttori. 

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