Invitiamo al coworking l’assessore per le politiche del lavoro del Comune di Milano.


coworking europe 2011: 10 points for the gov.t

Alla conferenza di Berlino abbiamo visto la lettera del governo tedesco che chiedeva alla coworking community internazionale riunita per l’occasione, le 10 cose che servono al movimento del coworking per svilupparsi.

Mentre partecipavamo alla sessione di lavoro per scrivere la risposta, ci chiedevamo che cosa mancasse all’Italia per essere così presente, così attiva nell’ascolto.

Forse siamo ingenui, ma non ci rassegnamo alla mancanza di interlocutori, a un coinvolgimento più importante.

E così è nata l’idea di chiedere a chi amministra la città di Milano una cosa sola, ma non meno importante delle 10 del governo tedesco.

Chiediamo che l’assessore e/o qualcuno del municipio venga una volta, o magari regolarmente, a lavorare in un coworking.

Milano è la città che ha fatto nascere il progetto Cowo, e lo rappresenta magnificamente con ben 14 spazi di coworking, su 58 in tutta Italia.

Una realtà unica al mondo e ormai nota a livello globale, che ha appena riscosso il sonoro, continuativo e affettuoso applauso della Coworking Conference di Berlino, oltre 2o0 persone da tutta Europa, dagli USA e dalla Cina.

Tutto questo è nato a Milano, al Cowo di Via Ventura, che continua ad essere un riferimento per la community, non solo italiana.

Ecco quindi il testo della mail scritta stamattina all’assessore alle politiche del lavoro di Milano, Cristina Tajani, con cui la invitiamo a passare qualche ora tra noi.

buongiorno assessore,

mi chiamo massimo carraro e sono il fondatore – insieme a laura coppola, in copia – di un progetto di coworking nato a milano 4 anni fa e sviluppatosi poi in 39 città, con 58 spazi.

ho avuto notizia da dario banfi – autore del libro “vita da freelance”, anch’egli in copia – del suo interesse per il coworking, e ho pensato che forse è giunto il momento di presentarmi :-)

questa mail non è una richiesta di fondi né di assistenza di alcun genere, ciò che chiede è qualcosa di infinitamente più prezioso. 

ma prima due righe di presentazione della nostra realtà, che si chiama cowo.

cowo nasce sull’esempio degli spazi di lavoro condiviso nati in california nel 2005, da cui abbiamo tratto ispirazione online.
il 1° aprile 2008 abbiamo lanciato, attraverso un semplice blog, l’idea di condividere il nostro ufficio di via ventura (quartiere lambrate), a condizioni sostenibili (200 euro/mese una postazione di lavoro tutto compreso, con wi-fi bello pimpante e caffè gratis).

le postazioni erano (e sono) 7, la sede di lavoro è anche quella della mia società, che si occupa di comunicazione.

la risposta è stata immediata, ed è piano piano cresciuta nel tempo.

da parte nostra, non abbiamo inseguito il dio del profitto, ma – pur facendo attenzione al lato economico della faccenda – abbiamo sempre privilegiato le relazioni, in quanto pensiamo che nella società di oggi la rete di rapporti sia la cosa più importante, e noi la mettiamo prima del profitto, in ogni cosa che facciamo.

l’anno successivo, stimolati dalle molte telefonate ricevute, abbiamo messo online un altro blog: questa volta offrendo il nostro know-how a tutti coloro che volevano aprire uno spazio di coworking nel loro ufficio, nella loro città. 

compresi nel kit: knowledge-base legale/fiscale/amministrativa, spazio sulla piattaforma web, moduli di contratto a norma di legge, attività di comunicazione. 

fee richiesto: euro 250/anno, senza altre revenue o percentuali.

da allora abbiamo portato 58 realtà in tutta italia ad aprire il proprio spazio professionale (studio, società, azienda) al coworking. 

in altre parole, si sono formati 58 luoghi dove un giovane o una start-up a inizio attività possano avere un luogo di lavoro a prezzo sostenibile e – soprattutto – in un ambiente collaborativo.

sono orgoglioso di dire – e lo dico tutte le volte che posso, quando mi trovo in giro per convegni – che la città di milano è la capofila di questo bel progetto, con 14 spazi attivi.

tra le cose che non posso non raccontarle, c’è il coworking camp nazionale, svoltosi nel 2010 e 2011, sempre qui a milano, l’iniziativa “free coworking week” durante la settimana del fuorisalone, la piattaforma di navigazione “cowo wi-fi“, che permette una navigazione stabile, sicura, legale a tutti coloro che si trovano al cowo ed anche fuori, funzionando, di fatto, da hot spot pubblico.

tutto questo è stato fatto di nostra iniziativa, con le nostre risorse, investendo una montagna di giornate (e nottate) di lavoro, e cercando di non cambiare mai la linea di sostenibilità e collaboratività che abbiamo scelto fin dall’inizio. 

le entrate economiche del progetto sono basse e non compensano il lavoro, ma la rete di relazioni creatasi è ormai globale, con centinaia di contatti che si incrociano senza sosta tra i nostri spazi fisici e le varie communities online che si sono via via create (noi stessi gestiamo una presenza costante su 9 social network).

ma vengo alla mia richesta :-)

vorrei che lei venisse a lavorare una giornata al coworking.

mi sento di chiederglielo perché mi pare di aver capito, con sollievo, che questa amministrazione si distinguerà per la partecipazione e l’ascolto.

penso che il coworking sia una cosa da ascoltare, e non si può ascoltarla da lontano, o rimanendo chiusi nelle sedi istituzionali.

sarà un piacere presentarle i professionisti che popolano il nostro spazio (tra essi architetti, un ingegnere, professionisti del web, consulenti, progettisti)… e penso che potrebbe anche piacerle l’aria positiva, di sana voglia di costruire che si respira qui dentro.

rimango a sua disposizione ai n. 02/21.51.581 e 334/89.36.110, oltre che a questa mail.

un cordiale saluto e grazie per la sua preziosa attenzione.

massimo carraro

ps- qualche link utile:

6 Comments

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6 Responses to Invitiamo al coworking l’assessore per le politiche del lavoro del Comune di Milano.

  1. Dario

    Grande Massimo,
    bravo davvero, il workshop di venerdì ha davvero prodotto idee interessanti.. Adesso all’attacco con gli altri nove punti! Berlino a me ha aperto la mente. Spero davvero sia possibile portare un po’ di cultura internazionale in questa città e in Italia: avanti tutta con i Coworking!
    dario

    • Grazie Dario, per il tuo supporto e l’attività che stai portando avanti.

      Speriamo di riuscire a mettere in pratica gli stimoli ricevuti a Berlino, e magari di formularne anche di nostri, da raccontare all’Europa l’anno prossimo :-)

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