Assise generali 2011 di Confindustria: l’Italia che vogliamo. La partecipazione di due cowomanager.

Alcuni giorni fa si è tenuta a Bergamo l’assemblea di Confindustria sul tema:

L’Italia che vogliamo, liberare il mercato, sbloccare la crescita, premiare il merito.

Erano presenti due persone che fanno parte – oltre che di molte cose più importanti – anche della rete Cowo: Michele Vianello (direttore generale Parco Scientifico e Tecnologico Vega, che per noi è Cowo Venezia Marghera/VEGA) e Gianni Barbon (Team leader Mod-o Group, aka Cowo Pordenone/Cordenons).

Entrambi condividono in rete le loro impressioni, ed entrambi hanno scritto un post sull’evento.

Sia l’uno che l’altro hanno riportato un’impressione positiva della voglia di vera innovazione che spira tra gli industriali, anche se Michele ha registrato un’imbarazzante assenza nell’agenda: la banda larga come infrastruttura generale, passaggio imprescindibile per ogni paese moderno… (noto però che Gianni la cita, nel suo post, com’è?).

Ad ogni modo, grazie per questi ottimi contributi alla conversazione, di stimolo per chi – come tutti noi – cerca di raggiungere quegli obiettivi nel titolo del convegno giorno per giorno, innovando i propri spazi e le proprie giornate di lavoro, all’insegna della condivisione collaborativa.

Enjoy:

Michele Vianello: Assemblea della Confindustria, una grave carenza, la banda larga.

Gianni Barbon: Da leader individuali a leader sociali.

2 pensieri su “Assise generali 2011 di Confindustria: l’Italia che vogliamo. La partecipazione di due cowomanager.”

  1. Ho citato la banda larga e infatti durante il focus group della mattina a Bergamo è emerso il bisogno di infrastrutture e di stabilire un quadro più ampio per il suo sviluppo. Credo, e non sono il solo, che un buon progetto infrastrutturale per un territorio e/o per un comparto produttivo non può prescindere da chi realizza la parete tecnologica e dove e come i costi vengono “distribuiti”; il digital divide e le politiche sociali sono sicuramente tirati in ballo quando un’amministrazione locale o un’associazione di imprese entra nelle logiche di smart city…

    segnalo un post con l’articolo del sole 24 ore che ne parla >>>
    http://cowomodo.wordpress.com/2011/05/12/banda-larga-colmare-il-divario-con-leuropa/

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