Se le istituzioni si interessano al coworking.

Coworking e istituzioni: un tema che ci è caro fin da quando abbiamo iniziato a parlarne, al Festival della Creatività di Firenze del 2009, dove abbiamo lanciato per la prima volta la provocazione:

Un coworking pubblico in ogni comune italiano!

Il fatto è che a noi sembra così facile e ovvio, proporre uno spazio dedicato alle postazioni di lavoro in ambiente collaborativo (cioè orientato alle relazioni, magari attraverso qualche piccolo evento dedicato ai freelance e alle “partite iva”), aiutando così i giovani, le start-up, e in generale il tessuto produttivo di una città a lavorare meglio, a fronte di un investimento… nullo.

Qual è – infatti – il comune che non dispone di una stanza con un paio di scrivanie?

Dal nostro punto di vista, forse ci piace l’idea del riconoscimento “pubblico” del coworking.

Sarà per questo che siamo sensibili a iniziative come quella del Comune di Reggio Emilia, che ha avuto la gentilezza di invitarci a parlare di coworking al barcamp “Creative Clusters” il 4 febbraio scorso, alla presenza dell’assessore allo sviluppo economico e innovazione Graziano Grasselli.

Allo stesso modo ci ha onorato, nel 2009, la straordinaria occasione di presentare Cowo all’inaugurazione del wifi pubblico a Venezia, davanti al sindaco Massimo Cacciari, su invito di Michele Vianello, allora vicesindaco e artefice del fantastico progetto.

E come non citare l’adesione a Cowo da parte del Parco Scientifico Tecnologico VEGA di Venezia Marghera, una realtà in grado di fare da incubatore a 200 aziende che ha voluto aderire alla nostra piccola idea sperimentale circa un anno fa (anche qui è doveroso ringraziare Michele Vianello, vero coworking fan, come testimonia il capitolo del suo libro “Venezia 2.0 – Cittadini e libertà di accesso alla rete“, dedicato appunto al coworking).

Lo staff di Cowo Venezia Marghera/VEGA ha poi condiviso, al Coworking Camp 2010, una bella presentazione intitolata “Coworking e Istituzioni: si può fare!” che riportiamo qui sotto.

Infine, parlando di amministratori pubblici, non possiamo non citare il felice incontro di Cowo con Sergio Bolzonello, il sindaco di Pordenone che investe in relazioni, e con Carlo Mucignat, sindaco-imprenditore di Cordenons, in occasione dell’inaugurazione di Cowo Pordenone/Cordenons, poche sere fa, in Friuli (qualche foto dell’evento alla fine del post).

Mi dicono fosse presente anche l’assessore alle attività produttive di Portogruaro, ma non ho avuto il piacere di conoscerlo .

Insomma, se il coworking si conquista un posticino tra i servizi offerti dall’amministrazione pubblica per far star meglio la gente, beh, siamo ancora più contenti di fare il lavoro che facciamo :-)
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2 pensieri su “Se le istituzioni si interessano al coworking.”

  1. Ciao massimo, penso sinceramente che lo “stile” coworking debba “dilagare” ovunque, noi (cowo mod-o di cordenons) ci siamo accorti da un po’ che è proprio l’ambiente confortevole assieme alla qualità dei rapporti umani a farci conquistare una certa serenità lavorativa, in un mondo a dire il vero che rema al contrario. Per cui sostengo e supporto l’idea di un coinvolgimento pubblico a questa idea aggregativa, pur consapevole delle diverse dinamiche applicative… Volevo precisare inoltre che essendo io di Portogruaro so che l’assessore di Portogruaro presente ha un referato alle “politiche giovanili” e so per certo che l’argomento è stato trovato di notevole interesse… incrociamo le dita, e buon lavoro “collaborativo”!
    marco-pasian[mod-o]

    1. grazie marco, mi fa piacere la vostra sensibilità.
      quanto al “pubblico”, chi vivrà vedrà! da parte nostra di stratta fondamentalmente di curiosità, e anche un po’ di speranza: in fondo, prima che professionisti e imprenditori siamo tutti cittadini…
      a presto!

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